Le api, il miele e il mondo dell'alveare nel mito



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Le api del Sudamerica

Api Trigona del Sudamerica

In effetti nelle fiabe a noi pervenute le api, il mondo dell'alveare, apparentemente non viene riportato. In effetti molti racconti fiabeschi risalgono probabilmente a un tempo precedente all'epoca in cui l'uomo cominciò a pensare a questo microcosmo e a proiettarvi una particolare visione positiva del mondo. Questo fatto, probabilmente, è pure dovuto al caso, al comportamento delle api mediterranee, perchè in altri territori le api mellifere sono di natura diversa. Può anche essere successo che nell'Eurasia, in tempi remotissimi, alcuni uomini siano riusciti a distinguere la specie delle api mellifere e ad allevarla, per poi diffondere la pratica dell'apicoltura. E' quindi possibile che la diffusione delle api mellifere in Eurasia, a scapito di altre specie di api, sia un fenomeno dovuto anche alla selezione che ne ha fatto l'uomo.
Il territorio in cui le api hanno una natura diversa è quello dell' America tropicale. Di queste api Levì-Strauss ha tenuto conto studiando le culture tribali di quel territorio. Infatti le specie che producevano miele in una quantità apprezzabile, hanno comportamenti alquanto diversi dalle api europee. Nella famiglia delle Meliponidi, genere Melipona e Trigona, le api sono più piccole e prive di aculei e di veleno, ma hanno comunque un comportamento aggressivo, che consiste nell'agglutinarsi a centinaie sul volto e sul corpo del viandante per succhiarne il sudore e le secrezioni nasali o oculari, da cui il soprannome lecca occhi. Levì-Strauss riporta alcuni miti che concernono le api, ma questi racconti difficilmente si possono confrontare in parallelo con le presunte conoscenze del mondo dell'alveare nel Mediterraneo antico.
Lévi-Strauss studia i miti sulle api soprattutto nel volume "Dal miele alle ceneri". Una considerazione comune degli indigeni del Sudamerica con gli antichi del Mediterraneo è l'assimilazione delle api e soprattutto del miele al mondo vegetale. Il miele è come una sorta di frutto che si trova spesso nei tronchi cavi. Secondo alcuni studiosi il termine iramanha, termine che indica l'ape, assume il senso di custode del miele, piuttosto che produttrice o madre del miele(Lévi-Strauss, Dal miele alle ceneri, Il Saggiatore, 1970, p.34). Inoltre le api che producono il miele non si nutrono solo di fiori, ma anche della linfa degli alberi e delle deiezioni degli uccelli, ed alcune, le melipone, anche di carogne, orina ed escrementi. Mentre il miele dell'apis mellifica o mellifera ha il 10% di saccarosio sul totale, il miele di melipona al posto del saccarosio ha il levulosio o il destrosio in proporzioni molto più alte: è quindi molto più dolce, addirittura inebriante, per cui è necessario diluirlo con acqua per poterlo mangiare. Ed in effetti il miele nelle tribù del Sudamerica viene consumato come bevanda o idromele, e a volte, quello tossico, come provocatore di vomito. Lèvi-Strauss riferisce come il miele selvatico sia una attrattiva veramente passionale nel Sudamerica e quanto è grande il divertimento e il piacere del peone argentino quando ricerca il miele. Pare che il peone s'impegni anche un giorno intero per un cucchiaio di miele. E va per rocce e sale sugli alberi incurante dei pericoli, e non si preoccupa di abbattere o danneggiare un albero con l'ascia. Grosso modo esiste il miele di legno e il miele di terra. Quello di legno si trova o all'esterno degli alberi, ovvero nei rami, oppure all'interno di alberi cavi. Quello più abbondante è quello che si trova negli alberi cavi(Melipona quadrifasciata). Ma tra i mieli di legno c'è pure quello di alcune vespe, miele quasi sempre tossico o lassativo. Meno abbondante è il miele di terra o di rospo(Trigona cupira): questo miele si trova in nidi sotterranei provvisti di un ingresso da cui passa un solo insetto per volta. A volte si deve scavare varie ore per poi trovare una scarsa quantità di miele. Alcune tribù sudamericane oppongono le api, create dal demiurgo, e le vespe, opera dell'ingannatore congiuntamente con i serpenti velenosi, il puma e tutti gli animali ostili all'uomo. Inoltre il sapore del miele varia con la specie e con l'epoca di raccolta: e va dal dolce più intenso all'acido e all'amaro.


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