Le api, il miele e il mondo dell'alveare nel mito



TAG: ape, alveare, miele, rito di Eleusi, Melissa, Demetra, L'antro delle Ninfe di Omero, Melissa, capra Amaltea, Esiodo e i fuchi, l'alveare di Aristotele, cannibalismo delle api, il mito di Glauco figlio di Minosse, il mito del dio ittita Telipinu, Aristeo, il mito di Euridice, Orfeo, l'enigmatica Atalanta, le api del Sudamerica, miti sudamericani che spiegano perché' il miele risulta scarso, J.C. Lévi-Strauss

Le considerazioni di Esiodo sui fuchi

Micene, Tesoro di Atreo

Nella foto in alto "Il Tesoro di Atreo", detto anche Tomba di Agamennone. E' una maestosa tomba a tholos situata nei pressi della Rocca di Micene, in Grecia. Fu costruita intorno al XV sec. a.C. La struttura della tomba ricorda la forma dell'alveare. Citata da Pausania, era ancora visibile nel 1879 quando l'archeologo tedesco Heinrich Schliemann scoprì le altre tombe reali sotto l'agorà nella Rocca. Prima degli scavi ottocenteschi si pensava che la tholos fosse stata un enorme forno.

Esiodo, il poeta contadino, ravvisa nei fuchi il malanno degli alveari, come le donne sono il malanno delle società umane(Teogonia vv. 594-602). Ed Esiodo, in merito al coesistere di fuchi molto numerosi con alveari in forte decadenza, aveva ragione. Probabilmente già gli antichi si erano accorti che una presenza massiccia di fuchi negli alveari era deleteria e preannunciava la stessa fine dell'alveare. Columella, circa sette secoli dopo Esiodo, accenna al fatto che era invalso l'uso di cacciare via dagli alveari i fuchi, ma secondo la sua opinione era meglio lasciarli stare perché dovevano avere una qualche funzione visto che sostavano presso le larve. Oggi si sa che l'alveare si popola di moltissimi fuchi quando l'ape regina non è stata fecondata nel volo nuziale, o meglio non ha nemmeno fatto un volo nuziale per cui i fuchi non hanno avuto avuto il modo di affidarle il loro sperma fecondante. In questo caso l'ape regina depone le uova, ma queste uova non saranno fecondate dagli spermatozoi a lei rilasciati dai fuchi. Infatti da un uovo fecondato nasce un'ape, "diploide", cioè con i caratteri genetici sia del padre che della madre. Da un uovo non fecondato nasce invece un fuco, "aploide", in quanto ha solo i caratteri genetici da parte di madre. Un'ape regina la cui spermateca si è esaurita o non è mai stata riempita è detta "regina fucaiola", perché depone uova da cui possono nascere solo fuchi. Questo può avvenire se la regina vergine non esce dall'alveare dopo una ventina di giorni dalla nascita, ad esempio a causa del maltempo. La presenza di una regina fucaiola in genere rappresenta la fine di una famiglia, in quanto le api operaie non hanno più uova e/o larve neonate da cui allevare una nuova regina, e non vi sarà più il ricambio delle operaie stesse. Per quanto sopra esposto Esiodo aveva dunque ragione, considerando che i fuchi, poiché non hanno pungiglione e poiché non sono operaie (quindi non lavorano come le altre api operaie e non sono in grado di difendere l'alveare col pungiglione), erano considerate alla stregua di femmine della peggiore specie in quanto parassiti e sfruttatori della società: Esiodo probabilmente si riferisce, quando parla di fuchi, alle prostitute e ai prostituti. Se, per assurdo, queste categorie aumentassero a dismisura, quale fine farebbe l'umana società?
Ma nel contempo le virtù della donna operosa, della donna che agisce per il bene della prole e della famiglia, della donna che ha ritegno della sua femminilità e non la mostra in giro e nemmeno al marito (secondo quanto riportato da Plutarco, presso gli spartani, nei primi anni di matrimonio, lo sposo andava a visitare la sposa solo di notte, furtivo e attento a non farsi scorgere da altri familiari, e quando gli era consentito di vederla, magari era già padre di qualche bambino), sono equiparate nel "Biasimo delle donne" (un'opera letteraria misogena attribuita a Semonide, poeta del VII sec.a.C. all'operosità e all'altruismo delle api operaie: unica categoria di donne da sposare, perché le altre nove equiparazioni delle donne ai corrispettivi animali mettono in luce tipiche tendenze femminili ritenute non virtuose:
….fortunato/ chi se la prende. E’ immune da censure/lei sola; è fonte di prosperità;/invecchia col marito in un amore/mutuo;/è madre di figli illustri e belli,/E si distingue fra tutte le donne,/circonfusa da un fascino divino./Non le piace di stare con le amiche/se l’argomento dei discorsi è il sesso:/Fra le donne che Dio largisce agli uomini/ecco qui le più sagge, le migliori (Semonide, 7, vv. 83-93, traduzione di F.Pontani, I lirici greci, Einaudi ed.)
Ma le api sviluppano nel corso della loro breve vita(45-50 giorni per operaie e fuchi, 4-5 anni per api regina) delle specifiche attività che sembrano differenziarle. Si parla ovviamente delle api operaie che trasformano il polline in miele, costruiscono i favi degli alveari, emettono a tale scopo propalis e cera, allevano, differenziando tale comportamento, larve di api regina, larve di api operaie e di fuchi (quest'ultimi, addirittura sono imboccati come bimbi per tutta la loro breve esistenza perchè non possono nutrirsi da soli per via della lingua troppo corta), cercano e indicano e trasportano il polline, cercano e indicano le acque limpide, ma fanno pure la guardia all'alveare pungendo col pungiglione chi vi si accosta in maniera non accorta. Per quest'ultima funzione di difesa, possono risultare anche assassine di uomini, specie se quest'ultimi hanno problemi di tipo allergico. La predilezione delle api per le acque limpide era stata ampiamente sostenuta da vari scrittori nell'antichità.


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Le api nel mito: premessa

E' molto probabile che le antiche civiltà, che si affacciavano sul mare Mediterraneo e che praticavano l'apicoltura con buon successo, abbiano proiettato nel mondo dell'alveare, secondo le loro relative conoscenze di questo microcosmo sociale animale, l'umanesimo nella sua propensione mistico-celestiale-ultraterrena(segue)


Esiodo e i fuchi dell'alveare

Esiodo, il poeta contadino, ravvisa nei fuchi il malanno degli alveari, come le donne sono il malanno delle società umane(Teogonia vv. 594-602). Ed Esiodo, in merito al coesistere di fuchi molto numerosi con alveari in forte decadenza, aveva ragione.(segue)


L'alveare secondo Aristotele

Per le caratterische differenziate Aristotele, nell’Historia animalium (Trattato della generazione e Le parti degli animali 488 a), annovera le api tra gli animali sociali che vivono in un gruppo organizzato, in cui tutti i membri si adoperano per un fine comune,(segue)


Il dio ittita Telipinu e l'ape

Il racconto mitico di Telipinu è di difficile interpretazione perché non ci sono pervenuti tanti altri miti degli Ittiti che possono illuminare questo racconto. Nel racconto l'ape non è risolutiva(segue)



Melissa la sacerdotessa di Eleusi

Nella religione greca sono chiamate "melissa", cioè ape, alcune sacerdotesse. La più importante tra esse è la sacerdotessa di Demetra a Eleusi, che pare facesse una (segue)


L'antro delle ninfe nell'Odissea

Nell'Odissea di Omero c'è la connessione delle api e del mondo dell'alveare ad una esistenza superiore che in un certo qual modo supera la morte. Le api che stanno nell'antro delle ninfe sono quasi il paradigma di un mondo perfetto (segue)


Il mito di Glauco figlio di Minosse

Altro mito in cui c'è un riferimento al miele e nel contempo alla morte è quello di Glauco. Figlio di Minosse e di Pasifae, da bambino cadde in una giara di miele e morì soffocato, ma fu poi resuscitato da Asclepio (segue)


Il mito di Euridice e di Aristeo

Se nel mito di Glauco, seguendo l'operato dei serpenti si ottiene la rinascita, nel mito di Euridice il serpente dà la morte. Il mito non è di facile decifrazione (segue)


Orfeo anti-eroe inconciliabile col mondo dell'alveare

Il mondo dell'alveare non è invece conciliabile con la personalità di Orfeo. Per Orfeo, il canto e la musica, non sono preghiera rivolta ai numi, non sono mezzo per comunicare e per esaltare la comunicazione tra i componenti di un gruppo(segue)


La figura enigmatica di Atalanta

Probabilmente, nel mito della caccia al cinghiale mostruoso di Calidone, Atalanta rappresenta la fanciulla nel margine, tra impubertà e pubertà, che non si deve assolutamente amare. E Meleagro, che si era innamorato di lei e l'aveva considerata la vera vincitrice (segue)


Le api nelle favole di Esopo e di Fedro

Se in sede mitico-religiosa le api e il mondo dell'alveare sono molto positive e rimandano a un sistema giusto in cui, per esempio, i fuchi, ritenuti inetti, vengono messi da parte e lasciati morire, nelle fiabe o meglio nelle fabule di Esopo e di Fedro (segue)


Le api del Sudamerica

In altri territori le api mellifere sono di natura diversa. Faccio riferimenti alle api dell' America tropicale, di cui Levì-Strauss ha tenuto conto studiando le culture tribali di quel territorio. Infatti le specie che producevano miele in una quantità apprezzabile, hanno comportamenti alquanto diversi dalle api europee(segue)




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