La credenza del gatto nero

Il gatto nelle favole di Esopo

Il gatto si pulisce i denti con steli di pianta.

Il colore del lutto presso gli antichi Greci e i Romani era il nero. Ed in occidente per adesso è pure il nero. Mentre in Cina è il bianco. Però anche in occidente prima non era così. In molte culture antiche del nord Europa e anche italiche le ossa dei morti venivano dipinti con colore rosso, quindi probabilmente per questo per esempio alcuni proverbi tedeschi associano il lutto con tale colore: "fuori rosso, dentro morto". Nell'antico Egitto si rivestivano di rosso il sarcofago e rossi erano gli abiti del lutto, mentre il nero è il colore benefico che protegge e stimola le metamorfosi.

Esopo

Esopo visse nel Vi secolo a.C. Della sua esistenza ci sono numerose testimonianze della sua vita, ma nessuna di esse parla del suo paese d'origine. Fu probabilmente uno schiavo, e schiavi potevano divenire tutte le persone libere che si indebitavano. Probabilmente proveniva dall'Etiopia o da qualche paese nord-africano, compreso l'Egitto. Pare che fosse deforme o gobbo,
ma può anche darsi che questo nomignolo gli sia stato dato per il suo spirito sarcastico: lui che era uno schiavo si permetteva di fare il maestro, di elevarsi a consigliere . Non si dimentichi come è dipinto Tersite, il guerriero deforme, nell'iliade di Omero. Anche la morte di Esopo è emblematica dell'inquadramento che si era fatto della sua figura mentre era vivo. Fu ucciso a Delfi da qualcuno che riteveva che avesse offeso o fosse stato irriverente nei confronti dell'oracolo di Delfi. Poichè dopo la sua morte Delfi patì una pestilenza si credette che quella pestilenza fosse la punizione divina per quella morte ingiusta. Ciò significa che Esopo fu più apprezzato dopo la morte.
Le favole di Esopo non devono essere ritenute proprie della cultura greca. Essendo uno schiavo Esopo potè conoscere persone dei più svariati paesi, persone dalle quali magari apprese delle massime sugli animali che circolavano nei loro paesi nativi. Le favole sugli animali erano un filone abbastanza fiorente nelle tribù africane intorno o sotto l'Egitto e sicuramente gli egiziani avevano una sensibilità particolare quasi verso tutti gli animali. Quindi quando Esopo accenna al gatto non si deve considerare che il gatto fosse di casa presso i greci. Tanta era la confusione sul gatto che Sofocle in una sua tragedia fa dire a un suo personaggio: "E' possibile che un gatto cresca fino a diventare un leopardo?".

Favola n. 13 : Il gatto e i topi

In questa favola i topi hanno capito la natura del gatto e non si avvicinano più ad esso. Il gatto escogita un tranello. Perciò sale su un piolo e, lasciandosi pendolare giù, finge di esser morto. Ma un topo, facendo capolino, lo scorse ed esclamò: "Caro mio, puoi diventare pure un sacco, ma noi vicini a te non ci verremo!" Nella massima finale i gatti sono i malvagi che cercano di ottenere quel che vogliono anche con la finzione, mentre i topi che non si avvicinano al gatto sono gli uomini prudenti che fanno tesoro delle loro esperienze.
In questa favola si guarda il mondo con gli occhi dei più deboli, di coloro che non hanno nulla da custodire e tanto meno i soldi per comprare un animale esotico(quindi costoso) come il gatto.

Favola n. 76: La gatta e Afrodite

Un ragazzo si innamora così perdutamente di una gatta che anche lei finisce con l’innamorarsi a sua volta. L’uomo chiede ad Afrodite, dea dell’amore, che trasformi la gatta in donna, affinché i due innamorati possano sposarsi. E la dea acconsente. Tuttavia, durante la prima notte di nozze, un topo attraversa la stanza e la giovane sposa non riesce a resistere alla tentazione di balzare sulla preda. Allora Afrodite trasforma di nuovo la donna in gatta.
La massima è che la natura dei malvagi non può essere cambiata.

Favola n.355: Il pappagallo e la gatta

Un tale acquista un pappagallo e lo porta a casa. Il pappagallo, poichè era addomesticato, balza sul focolare e posato lì, chiacchiera piacevolmente. La gatta allora, osservando il pappagallo, gli chiede chi è e da dove viene. Quello dice : « Il padrone mi ha comprato da poco. » « Ehi tu » - rispondeva la gatta - « il più impudente degli animali tu, che sei nuovo nella casa, gridi così e non subisci niente, a me invece, che sono nata nella casa, i padroni non permettono di gridare, anzi, quando faccio questo, arrabbiandosi mi cacciano fuori?». E quello, deridendola, diceva : « Ma, o padrona di casa, i padroni non si sdegnano allo stesso modo per la mia voce, che è cortese e simile a quella degli uomini, quanto per la tua ».
La massima: la favola è adatta agli uomini malvagi e a quelli che cercano motivi per biasimare gli altri.

C'è da dire che i gatti di queste favole sono visti solo nel loro aspetto negativo: l'arroganza, la falsità, la natura malvagia. In effetti il gatto dipinto da Esopo può essere il perfetto gatto di casa che difende il suo territorio e non vuole o non gradisce altri animali. Come una persona malvagia attacca i piccoli animali o animali apparentemente tranquilli ed è pavido nei confronti di animali come il cane. E' una questione istintiva per la conservazione della specie. Il gatto non può essere additato come esempio al guerriero, al contrario di tante razze di cani. Quest'ultimi invece affrontano colui o coloro che intuiscono essere avversari senza pensarci due volte, anche se l'avversario sembra nettamente superiore. Quindi il cane è l'emblema del soldato fedele ai suoi superiori, mentre il gatto sembra fedele al suo io egoistico.
C'è da osservare che Esopo è ed era studiato dagli scolari che intraprendevano lo studio del greco fin dal Medievo: per cui si può arguire che tanti preti, che studiavano il greco, non conoscendo personalmente il gatto, se ne facevano una cattiva idea leggendo Esopo.


Di seguito tutte le pagine che trattano del gatto


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