Fondatori leggendari delle antiche Olimpiadi di Grecia


Fondatore leggendario olimpiadi antiche: Pelope

Ed ecco ora è il turno di Pelope. Pausania(ib. 5,8,2) dice che le organizzò in onore di Zeus Olimpio. Ma probabilmente Pelope ed Ippodamia erano delle divinità indigene assimilate poi a Zeus e a Hera. Pelope ed Ippodamia dovevano avere carattere ctonio. La tradizione predominante presenta Pelope come un eroe predestinato: ucciso e cotto da bambino o fanciullo viene in parte mangiato da Demetra, ricomposto e riportato in vita da Zeus e Rea, amato da Poseidone. Veramente una infanzia da uomo-dio. Questo eroe frigio-greco ha una forte connessione sia con Demetra, sia col consorte di Demetra, Poseidone. E può essere possibile che questo eroe sia una reminiscenza, una rievocazione dell'uomo fava o leguminosa. Tra Pelope e la fava ho messo in evidenza in altro studio ben nove punti in comune, considerate tutte le credenze attribuite a questa leguminosa. Ma in questa sede mi interessa rimarcare il carattere ctonio di tanti agoni sportivi greci. E appresso formulo la mia ipotesi sull'origine agraria dei Giochi Olimpici e anche degli altri grandi giochi greci, cioè dei Giochi Pitici, dei Giochi Istmici e dei Giochi Nemei.
La mia ipotesi è presto detta ed é verosimilmente comprensibile nella misura in cui si suppone che la maggiore attività dei greci fosse l'agricoltura e quella cerealicola in particolare. Praticando l'agricoltura cerealicola, quando i greci avevano più tempo da dedicare alle loro attività ludico-religiose? Ovviamente negli anni in cui si praticava il maggese. Il maggese con le tre famose arature e l'estirpazione di piante selvaggie e/o parassitarie non doveva occupare il tempo consueto per la coltivazione del frumento e dell'orzo. Anche se il maggese fosse stato seminato come consigliava Esiodo ne "Le opere e i giorni" il lavoro agricolo sarebbe stato meno impegnativo. Nel caso fossero state seminate fave la raccolta cadeva ai primi di maggio e restava un bel margine di tempo per preparare una prova sportiva per i giochi di Olimpia che si svolgevano verso metà luglio.
I giochi agonistici probabilmente erano forse già intesi principalmente sia come una rassegna d'onore al morto caduto in battaglia o al morto potente(il capo clan, lo sciamano), sia come viatico eccellente affinchè il morto o la sua anima o sua ombra potesse raggiungere agevolmente l'oltretomba.
Ma anche nel maggese, o con solo aratura o con leguminosa specie se la leguminosa era la fava, si poteva ritenere la terra in fase di transizione, come un morto che rinasce o un infermo di cui si attende la guarigione: da poco fertile o vicino all'infertilità doveva diventare fertile, moriva non fertile e rinasceva fertile. Se nel maggese era seminata a fave addirittura la terra veniva a essere collegata al mondo dei morti e i morti risalendo potevano ridarle la fertilità secondo le vecchie credenze di agraria misterica. Ovviamente queste credenze erano diaboliche per la religione olimpica. Ecco perchè Apollo, il dio rappresentato dal sole, il dio della musica e della profezia, uccide il serpente Pito legato alla Dea della madre-terra.
Ma anche la pratica del maggese in tempi in cui non si ragionava in termini scientifici, ma semplicemente per esperienza ed errori e tentativi, aveva la sua alea negativa. Quindi, probabilmente, venne pensata una gara sportiva in maniera che l'agone, in cui vince il più forte, desse la sua impronta, fosse di buon auspicio, facesse scaturire le forze benigne della fertilità e portarle alla vittoria sulle forze maligne della infertilità. Probabilmente il mito di Ippodamia fa riferimento a un cambio di sistema nel panorama agricolo. Enomao probabilmente rappresenta la vite spontanea o coltivata in maniera rudimentale nel lungo periodo di abbandono della terra non più fertile per la cerealicoltura. La parola Enomao(in greco Oinomaos) pare formata da oinos(vino) e meion(piccolo) e potrebbe ricondurre a un ciclo minimo di produzione della vite, sicuramente abbandonato. Mentre probabilmente Pelope rappresenta la leguminosa. Quindi il periodo di abbandono della terra viene fortemente diminuito, da pluriennale diventa annuale. E in questo periodo la terra migliora la sua fertilità continuando a produrre. Quindi la leguminosa fu una grande risorsa.
C'è da aggiungere che probabilmente i giochi promossi da Pelope, dall'originario Pelope, quello più vicino all'antico Poseidone e all'antica Demetra che a Zeus, dovrebbero essere anticipati nel tempo, rispetto alla datazione data da Pausania.
Che le Olimpiadi greche fossero collegate a una Demetra più antica della sorella di Zeus ce lo ricorda Pausania quando descrive lo "stadio" di Olimpia nell'Elide. Alla sinistra dello stadio e di fronte ai seggi degli ellanodici( i giudici di gara) si ergeva l'altare di Demetra Camine( camine connesso a chamai, "a terra"). Su questo altare sedeva per assistere ai giochi la sacerdotessa di Demetra Camine, sacerdotessa che periodicamente veniva cambiata(Periegesi, V, XX, 9). Questa divinità probabilmente era una dea della terra autoctona elea(dell'Elide), accostata poi a Demetra; ed aveva un tempio in prossimità dell'ippodromo su cui si svolgevano le gare dei carri, in posizione rialzata. Racconta Pausania che proprio a ridosso del tempio la terra si era aperta(chanein), per lasciar passare la quadriga di Ade, e di nuovo si richiuse(mysai).


Sopra Ippodamia e Pelope sul cocchio vincente.




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