Fondatori leggendari delle antiche Olimpiadi di Grecia


Fondatore leggendario olimpiadi antiche: Eracle Ideo

Una delle più antiche leggende circa i primi agoni sportivi concerne Eracle Ideo, come il suo presunto fondatore. Questo Eracle non è da confondersi con Eracle figlio di Zeus e Alcmena. ma è un Eracle concepito come Dattilo Ideo, primo di un gruppo di cinque Dattili, nati direttamente dalla grande Dea Madre di Creta(dal monte Ida di Creta), e probabilmente pure vicini alla Grande Madre Idea(dal monte Ida presso Troia), ovvero Cibele, e quindi un dio e probabilmente un dio di tutti i lavoratori della terra che oltre a coltivare riuscivano a fare tutto quello che abbisognava ai villaggi; probabilmente quale Dattilo, termine molte volte connesso a "nano", è riconoscibile anche nella maggior parte delle imprese da lui compiute e raccolte nella tradizione come le "dodici fatiche" sostenute da Eracle per volere di Era. La dea in questa tradizione, in cui impera Zeus, è presentata come nemica dell’eroe-dio, ma comunque resta, anche in questa prospettiva, una grande divinità femminile al servizio (o per ordine) della quale una figura maschile sovrumana, cui va peraltro sottinteso un gruppo di lavoratori e/o schiavi esperti, compie una serie di imprese; lo stato di schiavitù di Eracle presso Onfale, la regina della Lidia è senz'altro da collegare a questa condizione di Eracle, non re, ma servo abile in tutti i campi, sia da maschio nell'arte amatoria, sia da travestito in attività tipicamente femminili(probabile ancoraggio culturale al mondo dell'alveare). Pausania (ib. 5,7,6-9) racconta(riportando quanto sentito dagli Elei)che: "Eracle Ideo, il maggiore di età dei cinque fratelli Dattili detti anche Cureti, gli altri si chiamavano Peoneo(guaritore), Epimede(curatore), Iaso(guaritore) e Ida(e secondo la leggenda c'erano pure cinque sorelle), indusse per gioco i fratelli a misurarsi in una gara di corsa e ne incoronò il vincitore con un ramo di oleastro. I Dattili avevano l'oleastro in tanta abbandonza che ne usavano le foglie ancora verdi per prepararsi giacigli su cui dormire. L'oleastro, dicono, fu portato in Grecia da Eracle dalla terra degli Iperborei, i quali sarebbero uomini che abitano al di là della patria del vento Borea(un vento del nord)...Or dunque, Eracle l'Ideo gode la fama di essere stato il primo ad organizzare quella gara e a imporle il nome di "Olimpie". Istituì, quindi, che si bandisse la gara a ogni scadenza quinquennale, perchè lui e i suoi fratelli erano in numero di cinque". Pausania accenna pure a una dea, chiamata Acheia, venuta a Delo pure dal territorio degli Iperborei, per la quale scrisse un Inno un poeta licio di nome Olene. Salvatore Rizzo, traduttore e commentatore del testo di Pausania per la Rizzoli, ricorda che Acheia può essere un epiteto della dea Demetra che aveva pure un tempio e una festa a Delo. Questa notazione non è di poco conto perchè Demetra è fortemente collegata agli agoni di Olimpia come dimostro nel mio libretto "Diacronia del mito di Demetra". Da notare che quell'intercalare dei cinque anni da una edizione ad un'altra, potrebbe ricondursi al fatto che si contava sia l'anno di partenza, sia l'anno finale; quindi, come osserva Salvatore Rizzo, l'intervallo effettivo era di quattro anni.




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