COME NASCE LO ZOMBI NEL SUD DEL MONDO E NEL CULTO VODU DI HAITI



Origine della religione Vodu ad Haiti, ex colonia francese

Vodu dall'Africa ad Haiti


Poichè la figura dello zombie che conosciamo soprattutto dai film dell'horror deriva dalla religione Vodu di Haiti, esaminiamo come si sia formata questa visione del mondo in cui essi trovano spazio.
Vodu, vodun, voodoo sono varianti di trascrizione del termine africano, con il quale, nelle lingue fon, nel Dahomey e nel Togo, si designa un dio, uno spirito, un oggetto carico di potere numinoso. Il termine è servito ad indicare la religione popolare dell'isola di Haiti(popolare nel senso che è respinta dalle classi cosiddette colte o intermedie, bianche, negre o mulatte). I culti africani furono importati in Haiti dalle masse di schiavi introdotte nel XVIII secolo e provenienti, in particolare, dalla regione del Golfo di Benin(o Costa degli Schiavi) e in prevalenza da popolazioni del Dahomey e della Nigeria. E' stato giustamente affermato da A. Metraux(uno studioso che ha studiato e ha fatto numerose pubblicazioni sulla cultura Vodu) che la formazione della nuova religione ad Haiti può essere spiegata solo presupponendo che tra la massa di schiavi deportati ci siano stati sacerdoti africani che conoscevano i riti e le mitologie. Il trasferimento in Haiti, infatti, non determinò un confuso sviluppo di pratiche magico-popolari, bensì un complesso di danze, di cerimoniali, che proprio per la presenza di un sacerdozio organizzato e di veri e propri templi, sembrano attestare l'influenza di una élite sacerdotale presente tra gli schiavi. Ci sono delle ordinanze delle autorità che ci dicono che in Haiti continuò la vita cultuale africana, per esempio quella del 1704 che proibisce che gli schiavi si riuniscano di notte col pretesto di celebrare delle danze collettive. Nel 1765 fu costituito un corpo di truppe leggere(la Prima Legione di San Domingo) che aveva fra l'altro l'incarico di provvedere contro le assemblee e calendas dei Negri. La calenda, secondo Metraux, rappresenta il precedente storico del Vodu, come un voduismo non ancora chiaramente organizzato.


Gli schiavi provenienti dall'Africa solo nominalmente cristiani


I Negri che mantennero viva questa tradizione religiosa africana erano nominalmente cristiani, poiché le leggi coloniali imponevano ai proprietari acquirenti di schiavi di provvedere al battesimo e all'istruzione religiosa entro un termine fissato periodicamente. In effetti la cristianizzazione si limitava alla rapida e formale cerimonia di impartizione del battesimo, mentre non veniva data alcuna istruzione religiosa. Gli stessi proprietari delle piantagioni(dove andavano a lavorare gli schiavi)non avevano eccessivo interesse a che gli schiavi frequentassero i servizi religiosi cattolici, ovviamente per non distrarli dall'impegnativo lavoro imposto loro. A questo punto comincia ad Haiti il mescolamento tra religione cattolica e l'antica cultura africana perchè non sono pochi quelli fra gli schiavi che cominciano a frequentare la messa cristiana. Dalla metà del 700 cominciano ad apparire, sempre con maggiore frequenza, relazioni su riti e danze negri chiaramente voduistici. Un manoscritto del 1760(Essay on Slavery ap.Metraux)dà notizia di possessione del culto di La Mère de l'Eau, con invasamento da parte degli dei. Nel 1797, Luois-Elie Moreau de Saint-Mèry fa la prima descrizione del Vodu, traducendolo esattamente come un "essere onnipotente e soprannaturale". In effetti Moreau de Saint-Mèry introduceva nella sua valutazione del Vodu, una errata prospettiva che avrebbe influito sulle ricerche successive: infatti per questo studioso il culto era essenzialmente un culto ofiolatrico, basato sulla mitologia del dio-serpente del Dahomey, sicuramente uno dei principali vodu, ma non l'unico.
Dopo la rivoluzione francese la storia e l'espansione del vodu si intreccia con gli avvenimenti storici che portarono al giuramento di Bois Caiman(14 agosto 1791), dal quale nasce la grande rivolta negra e mulatta del 1791. Secondo l'opinione degli storici haitiani il Vodu divenne, nei moti che portarono all'indipendenza di Haiti dalla Repubblica francese, una vera e propria riserva ideale cui si ispirarono gli abitanti di colore di Haiti. Infatti lo stesso giuramento di Bois Caiman, sopra citato, era essenzialmente un rito voduista del Dahomey: i rivoltosi strinsero un patto di sangue bevendo il sangue di un maiale nero sacrificato. Le bande di Negri che, dal 1791 fino agli anni del potere di Toussaint Louverture(1798-1803), presero parte alle numerose guerriglie contro i bianchi, i Francesi e gli Inglesi, erano in massima parte seguici dei culti vodu.

Dichiarazione di indipendenza di Haiti dalla Francia : 1° gennaio 1804

I rivoltosi, sotto il comando di Jean-Jacques Dessalines(prima ufficiale dell'esercito francese), arrivarono a proclamare la dichiarazione di indipendenza il 1° gennaio 1804 e il 2 settembre dello stesso anno Jean-Jacques Dessalines si faceva proclamare imperatore con il nome di Giacomo I. Secondo gli storici nazionalisti haitiani Jean-Jacques Dessalines sarebbe stato un grande seguace del Vodu e, una volta morto, entrò nel culto come uno degli spiriti(l'imperatore Dessalines) che si impossessavano dei fedeli.
Altri storici di Haiti contrastano la rivalutazione agiografica del fondatore dell'indipendenza negra di Haiti, in quanto, ricordano, intervenne in dei conflitti armati contro le riunioni superstiziose e da imperatore le proibì mandando a morte gli aderenti. Tra la la data dell'indipendenza(1804) e il 1860, secondo l'analisi storica di Métraux, avvenne il grande sviluppo del Vodu e la sua fusione con le componenti mitologiche e liturgiche del Cattolicesimo. La carenza di controllo ecclesiastico e di costanti relazioni con la Chiesa di Roma favorì anche l'affluire ad Haiti di preti che erano stati respinti dalla Francia e dalla Spagna. Proprio costoro, disposti alla compromissione con gli uomini di colore al potere, favorirono quella sintesi di integrazione fra elementi africani e cattolici che era già una realtà della vita religiosa. Il vodu divenne la religione quasi ufficiale di Haiti nel 1849 quando il negro Faustino Soulouque, già eletto presidente della Repubblica, si fece proclamare imperatore. Costui fu un tiranno sanguinario, molto superstizioso, legato alle magie africane e dominato dai preti e dalle sacerdotesse dedite al vodu. Quando morì sua madre, ricorda Métraux, questo imperatore prima fece celebrare una messa funebre, ma durante la notte sacrificò con le sue mani un agnello e sparse il sangue della vittima sulla tomba della sua genitrice. Merita una menzione, fra i presidenti della Repubblica haitiana, Antoine Simon, salito al potere in seguito alla rivoluzione del 1908. Costui credeva fermamente nel vodu e nella stregoneria e fu dominato dalla figlia Celestina, sacerdotessa voduista, e dal capro Simalo, che era al centro dei riti organizzati da Simon e che egli volle benedetto dallo stesso arcivescovo della capitale. Poi dal 1915 al 1933 nel periodo post occupazione americana si susseguirono presidenti della Repubblica provenienti dalla borghesia colta, e ben rare, furono, nei loro riguardi, le accuse di voduismo. Nonostante che la Chiesa abbia intensificato, nel 1941, l'opera delle conversioni, giungendo ad un'aperta lotta contro i culti africani, sotto il governo di Estimé(1946-52) il voduismo uscì nuovamente dalla sua clandestinità e divenne oggetto di una rivalutazione nazionalistica del patrimonio più autentico dell'anima negra.


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Bibliografia: Alfonso di Nola, Enciclopedia delle Religioni, Vallecchi.
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