Lot incauto, indesiderato e non rispettato fra i cananei.

Abramo incontra i tre angeli che gli annunciano la nascita di Isacco, mentre Sara ascolta.

In alto nel quadro di Gerard Horenbut(1510 ca)Abramo incontra i tre angeli che gli annunciano la nascita di Isacco, mentre Sara ascolta. Più giù Abramo ringrazia i tre angeli mandati dall'Eterno.

La vicenda biblica di Lot (Genesi, 19,1,26) che, separandosi dallo zio Abramo, va ad abitare a Sodoma presso i cananei, può configurarsi come un viaggio nel regno della morte, dell'oltretomba. E il luogo della morte è Sodoma dove non viene rispettato il dovere sacro dell'ospitalità e dove vige un uso stravolto del sesso. Lot sopravvive alla morte dopo questo viaggio, ma ritorna all'epoca primordiale, al principio bestiale delle esistenze. Si unisce inconsapevolmente in preda agli effetti del vino con le figlie desiderose di avere una prole, come le bestie si uniscono fra loro senza timore di fare incesto, in un mondo alla rovescia negativo in cui la norma viene infranta. Sodoma è il mondo alla rovescia, l'inversione della norma. La città di Sodoma era una ridente cittadina nella valle del Giordano, ma per l'empietà dei propri abitanti ha destato la collera divina ed è stata trasformata in un posto inabitabile, dove c'è un grande lago con carattere infernale in quanto le sue acque non accolgono i pesci per l'eccessiva salinità, in una mostruosità del territorio in quanto il lago si trova a circa 400 metri al di sotto del livello del mar e non ha alcun fiume emissario, in una località negata all'agricoltura, ovvero in una terra a maggese per l'eternità o finchè Jahweh lo vorrà. Lot perde tutti i suoi averi ed anche la moglie. Gli rimangono le figlie. La moglie di Lot cade perchè affronta il 'passaggio' dalla morte alla vita a cuor leggero, senza seguire i dettami di Jahweh. Praticamente il suo comportamento è simile a quello dei fidanzati delle figlie, che considerano uno scherzo le parole di Lot che li invita a lasciare quella città che sarà tra breve distrutta. Sodoma calpesta le parole di Jahweh, la moglie di Lot non la rispetta. Sodoma è nel territorio dei 'cananei'. La moglie di Lot, secondo una ricostruzione Midràsh del racconto biblico( forse un mito di separazione dalle origini ) è pure essa cananea (Vedi Pirkè deRabi Eliezer 25 ), e probabilmente concepisce l'ospitalità nella maniera antica (aggregazione con scambio di donne, oppure una sua forma equivalente, cioè umiliazione dei nuovi arrivati nei confronti dei residenti). Il voltarsi indietro della moglie di Lot è tipico dei personaggi mitici che vanno al di là della norma: in questo caso la norma è tagliare i ponti col male, senza indugio. In effetti il voltarsi indietro in caso di incendio potrebbe essere stato un atteggiamento ritenuto privo di senso dai pastori che incendiavano terreni incolti per stimolare una nuova germogliazione dei campi: in quel caso coloro che producevano le fiamme dovevano scappare immediatamente senza voltarsi indietro per evitare sviluppi inattesi del fuoco(e gli ebrei erano pastori). Anche Lot aveva indugiato all'annuncio da parte degli angeli di partire al più presto. Al confronto col peccato della 'prostituta sacra' o forme equivalenti, ovvero lo scambio delle donne oppure l'atto di umiliazione dei nuovi arrivati, l'incesto delle figlie di Lot viene ridimensionato. L'incesto si ripete, ed è anzi ritenuto un episodio eroico, più in là, nella storia di Tamar, che si unisce al suocero. La natura della moglie di Lot è simile a quella della 'prostituta sacra', c'è in lei un eccesso di sale, come nel mar Morto. E tale eccesso non consente l'alleanza spirituale con Jahweh. E infatti nella fuga dall'Egitto gli ebrei mangiarono pane azzimo, insipido, mentre la moglie di Lot diventa una statua di sale.
Sul fatto che i cananei non hanno rispettato l'ospitalità che Lot aveva elargito agli angeli, travestiti da uomini, mandati dall'Eterno, si può dire che Lot probabilmente doveva essere considerato l'ultimo arrivato a Sodoma, quindi persona vista con occhio cattivo, persona che levava qualcosa alla gente del posto. I fidanzati delle sue figlie non dovevano fare parte, probabilmente, delle famiglie più altolocate, per cui, come Lot, non intervennero o non pronunciarono parole convincenti per fare terminare l'assedio della casa, non avevavo un carisma sufficiente per acquietare gli animi come del resto Lot. La richiesta dei sodomiti di "conoscere" i due angeli-uomini, i nuovi arrivati, i pivellini mi ricorda il bullismo militaresco verso le reclute: la loro entrata deve essere accompagnata da un loro atto di sottomissione che, per solito, è od era un suo accostamento agli escrementi o comunque a qualcosa di riprovevole e di umiliante. Alla recluta che dormiva veniva buttato in faccia il famoso gavettone pieno d'acqua e spesso anche di escrementi, se non acconsentiva immediatamente a fare per un certo tempo il servizio di pulizia dei gabinetti.Probabilmente un atteggiamento molto più crudo era tenuto nelle polis greche verso i giovani che cominciavano il servizio militare o meglio quello preliminare di ronda intorno al territorio della polis. In specie se questi giovani fossero stati stranieri che avevano acquistato da poco tempo la cittadinanza. A ricordare questo atteggiamento verso i nuovi arrivati c'è il mito greco del "cacciatore-nero". In questa sede non è importante rilevare l'astuzia con cui Melanthos (nero, scuro), il peripolos ateniese (il peripolos greco è il soldato ancora alle prime armi, efebo ad uscire, poco equipaggiato, con il compito di fare la guardia ai confini e a volte di esplorare il campo nemico come esploratore, senza farsi scoprire), in una monomachia (combattimento a corpo a corpo) riesce a superare il peripolos beota Xantos(biondo). Il mito che ci è pervenuto tramanda che il singolar tenzone dovesse vedere il confronto tra il re Xanto di Tebe e il re Timete di Atene. Ma è davvero poco probabile che un re abbia messo in pericolo la sua vita per una lite di confine su un pezzetto di terra. E' più interessante la rilevazione che egli fu un vincitore inaspettato in quanto sostituto del guerriero cui era stato affidato il compito. Probabilmente era l'ultimo arrivato, infatti non era nemmeno ateniese e si diceva che fosse stato re di Messenia. E probabilmente l'essere chiamato "nero" indica questo essere "ultimo", la recluta, oppure uno straniero da pochissimo tempo impiegato come soldato nel nuovo regno. Tale mito sembra uno dei tanti racconti mitici celebrativi della cultura ateniese e della politica di rinfoltimento della popolazione della polis di Atene, in contrapposizione alle rigidità del sistema di Sparta, protesa a non imbastardire le fila degli spartiati.
Comunque la cultura greca ha un approccio molto diverso nei confronti della pederastia (probabilmente una forma di aggregazione antica alla tribù, al clan) rispetto alle culture ebreo-cananee, ma si può immaginare come i compagni più anziani trattassero il commilitone recluta, appena arrivato: cioè come un servo, come uno schiavo(è anche possibile che questi sodomiti biblici siano una popolazione fortemente influenzata dalla cultua pre-olimpica greca, dalla civiltà minoica, dalla civiltà sumera). Senonché è possibile che nell'episodio biblico i sodomiti volessero "conoscere" i due angeli-uomini perchè non credettero alla parola di Lot, secondo cui quelle persone che erano in casa sua erano solo ospiti per qualche tempo. Così i sodomiti commentarono la sua richiesta di lasciare in pace i suoi ospiti: "Costui è venuto qui come straniero, e vuol far da giudice! Ora faremo a te peggio che a quelli!". Ci fu, nei sodomiti, invece la presunzione che i due angeli-uomini dovessero stare nella comunità per tanto tempo: in questo caso dovevano sottostare a qualche rituale di aggregazione che possibilmente Lot conosceva, ma al quale non era stato sottoposto perché aveva sposato una donna del posto. Quindi il procedere dei sodomiti è una tremenda mancanza di rispetto nei confronti della "parola" di Lot, per cui era necessaria, indifferibile la sua fuga dalla comunità che non lo rispettava. Per i sodomiti Lot voleva ergersi a giudice, cioè ad autorità superiore che emanava leggi e stabiliva usi. Egli aveva pure provato a distogliere dal loro proposito i sodomiti, offrendo loro il valore cui più teneva e di cui era orgoglioso, cioè la verginità e l'onore delle sue figlie, ma invano. Lot, quindi, tentò uno scambio: offrì la verginità delle figlie per ottenere l'inviolabiltà degli ospiti.
La storia biblica mette in evidenza i destini diversi di Abramo e Lot. Abramo da una situazione di sterilità e di non progenie, sua moglie Sara è anziana e non può avere figli, passa, grazie a Jahweh, a una condizione di fertilità e di prosecuzione per via maschile della progenie. Abramo viene scelto da Jahweh perchè non vuole avere a che fare con i cananei. Dopo aver liberato Lot e recuperato i suoi beni facendo anche molti prigionieri, incontra il re di Sòdoma che gli propone uno spartimento: all'ebreo i beni, al cananeo le persone. La risposta di Abramo fu perentoria: "Alzo la mano davanti al Signore, il Dio altissimo, creatore del cielo e della terra: né un filo, né un legaccio di sandalo, niente io prenderò di ciò che è tuo; non potrai dire: io ho arricchito Abram." Da notare la richiesta particolare del re di Sodoma, cioè le persone, da adibire probabilmente sia come lavoratori sia come soldati: segno che c'era penuria di braccia. Era anche un effetto della "prostituzione sacra" che impediva a tante donne di avere figli, forse solo nei primi anni di matrimonio? Può anche darsi che i lavoratori salariati preferissero andare a lavorare presso gli ebrei, presso cui erano trattati meglio e presso cui c'era un giorno di festa, e quindi di poco o alcun lavoro, ogni sette.
Lot, da una condizione apparente di benessere, scegliendo la valle ridente del Giordano (sceglie la strada più facile), passa alla prigionia(da cui è liberato per l'intervento di Abramo e dei suoi servi)e poi va incontro alla morte, andando ad abitare a Sodoma e la sua discendenza è incestuosa come nei primordi. Ma il destino di Lot è nelle mani di Jahweh. Anch'egli è un uomo giusto, ma la sua salvezza è opera di Jahweh e della sua obbedienza alla parola di Jahweh. Questa visione della religione ebraica è da sottolieneare; la religione degli ebrei tende a distaccarsi sempre più da connessioni più o meno accentuate con i fenomeni agropastorali di religioni vicine. Questi fenomeni agropastorali vengono ripresi soltanto come allegoria di contorno della vita religiosa, ma non sono sostanziali. La sterilità di Sara è risolta dalla parola di Jahweh, senza ricorso a rituali, a gesti. E' Sara che dimostra di essere attaccata alla materialità. Ella ride o sorride ed esclama tra sè una sorta di aiscrologia minore per incredulità mista a umorismo: "Avvizzita come sono dovrei provare il piacere, mentre il mio signore è vecchio!". Jahweh se ne accorge e glielo fa notare, mentre conferma ad Abramo che non c'è nulla di impossibile per il Signore. La storia di Lot, invece, è esemplare in maniera negativa di come si possa scendere da un punto di vista morale avvicinandosi ai sodomiti, che non rispettano la "parola", perché troppo legati alla materia, al baratto, allo scambio, alla prova provata, ai sensi, al mercato. Pare che Ugarit sia stata presa di mira più volte dai cosidetti popoli del mare. Probabilomente la fine di Ugarit si deve principalmente al crollo dell'Impero degli Ittiti avvenuto intorno al XIII secolo a.C., crollo che pare abbia comportato la decadenza commerciale delle città-porto come Ugarit che stavano sul Mediterraneo; decadenza che avrebbe abbassato fortemente il tenore di vita, riducendo le disponibilità per difendersi o respingere gruppi bellicosi provenienti dai territori micenei o legati ai micenei, (vedi Fabrizio Venturi, I Popoli del Mare nel Levante e la documentazione archeologica: innovazioni culturali e dinamiche regionali), oppure da popolazioni provenineti dalla Macedonia e dai Balcani. Ma si deve tener conto anche del fatto che nelle città costiere dell'Anatolia dovevano scarseggiare i guerrieri legati alle famiglie al vertice. Non si può dimenticare l'osservazione di Priamo circa il fatto che gli Achei fossero molto numerosi, molto di più degli alleati Frigi e delle Amazzoni(Iliade, III, 188-190). E se mancavano i guerrieri ci si doveva affidare ai soldati mercenari, i quali avevano dei costi non indifferenti: costi probabilmente non più sostenibili in seguito alla crisi dovuta alla caduta dell'impero degli Ittiti.



L'articolo comprende le seguenti pagine:

Tamar, la prostituta sacra, i cananei

Scambio delle donne presso i cananei - Abramo dai tratti cananei, il dio Baal e la dea Anat

Lot incauto, indesiderato e non rispettato fra i cananei


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