Via Castellana Bandiera di Emma Dante come un racconto mitico



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Una delle immagini salienti del film di Emma Dante

TAGS: Palermo, Sicilia, Film Via Castellana Bandiera, Emma Dante, analisi per estremi e per mediatori, la donna, la tradizione, inversione dei ruoli, clan, famiglia, racconto mitico.


Il film della palermitana Emma Dante, Via Castellana Bandiera, mi ha convinto a interessarmi pure del cinema quale espressione del racconto mitico, del racconto, che pur parlando di temi attuali, supera la stessa quotidianità proiettando vicenda e personaggi in un non-tempo. Questi caratteri li ravviso nella prima opera cinematografica della regista palermitana. Ma questo non-tempo, nel film di Emma Dante, lungi dal proporre la soluzione, lungi dal raffigurare la mitica età dell'oro con i suoi rappresentanti che elargiscono agli eroi e alle eroine la soluzione dei problemi, evidenzia piuttosto i problemi della nostra società e più in generale delle società in transizione, e delle società meridionali a sviluppo zero o sotto zero. Anzi, se si vuole cogliere meglio il messaggio di Emma Dante, bisogna considerare centrale la contrapposizione tra vecchio e nuovo, tra visione del mondo tradizionale e visione del mondo che svincola l'uomo dalla tradizione, tra legami di sangue(famiglia) e legami elettivi agli antipodi di quelli familiari.

Due donne boss non vogliono cedere il passo

Una contrapposizione, tra vecchio e nuovo, che si dipana non in maniera dialettica, due passi avanti e uno indietro, ma che si stagna in una guerra di trincea senza fine, in un gioco in cui vince chi risulterà più testardo.
Premessa: il titolo del film, che è anche quello del romanzo di Emma Dante(edito nel 2008 da Rizzoli), cioè "Via Castellana Bandiera" non è casuale, questa via è quella in cui la regista palermitana ha vissuto parte della sua vita da piccola e in cui episodi simili a quello, oggetto del film, si sono verificati spesso. Comunque la strettezza della strada è una metafora, più che una realtà. La regista ha pure spiegato che il fatto che la strada, via via che la vicenda si dipana, si allarghi sempre più, è un effetto creato appositamente.
Le protagoniste sono Rosa e Samira. La prima è tornata dopo tanto tempo di malavoglia a Palermo, al volante della sua Multipla, per accompagnare a una festa di nozze la sua giovane compagna Clara: loro hanno una relazione di tipo omosessuale. E’ tesa perché si arrovella nella sua mente il desiderio(inconscio) di rivedere la madre, che risiede a Palermo, col deciso proposito di non volerla rivedere per via dei contrasti che portarono alla rottura dei rapporti. Quindi si capisce che Rosa, per questo atteggiamento pervicace nei confronti della madre, è sicuramente donna cocciuta(considerazione di tipo tradizionale? No, almeno fino a quando gli scienziati non riusciranno a costruire una persona già adulta, col rischio di creare un automa. Per adesso, anche se i figli possono nascere in provetta, la gestazione è a carico dell'utero materno e per molto tempo ancora il bambino, dopo la nascita, ha bisogno di cure di tipo materno). L’anziana e silenziosa Samira(il nome è di origine araba e significa "gradevole conversatrice serale", probabilmente una narratrice di fiabe) guida invece la sua Punto riportando a casa dalla spiaggia la sua famiglia acquisita e molto chiassosa. Lei è origianaria di Piana degli Albanesi, una cittadina che conserva tradizioni antichissime e dove si continua a parlare e insegnare una lingua propria, usata anche nei documenti ufficiali. Sua figlia ha sposato in seconde nozze Saro Calafiore, una sorta di padre-padrone, ma è morta da sette anni, quando aveva 38 anni. Per questo Samira molto spesso si reca al "Cimitero dei Rotoli" dove è sepolta la figlia. E' sua abitudine, quando va al cimitero, distendersi sul marmo della tomba della figliola, come se la volesse riabbracciare. Proprio al cimitero suole dare da mangiare ai cani randagi.
Emma Dante, interprete, regista, soggettista e sceneggiatrice, fa un film in cui sono protagoniste le donne. Lei stessa fa la parte di Rosa. L'unico personaggio maschile che risulta simpatico è Nicolò, il 16enne nipote di Samira, molto attaccato alla nonna con cui parla il dialetto materno di Piana degli Albanesi. Nicolò porta l'orecchino d'oro all'orecchio sinistro, probabile segno di una sua apertura al nuovo e al dialogo. E' anche l'unico personaggio maschile che comunica in maniera amicale con Clara, l'amica di Rosa, e da cui appura la loro relazione omosessuale. Samira è all'altra estremità rispetto a Rosa. Lei è attaccata quasi morbosamente alle tradizioni, alle tradizioni legate al sangue e di cui non c'è alcun bisogno di menzione, tanto sono o sembrano urgenti e naturali: cioè l'attaccamento della madre alla figlia. Samira è quasi muta, una vecchia vestita di nero, e ricambia l'affetto del nipote, sicuramente figlio della figlia (mentre probabilmente gli altri figli di Saro Calafiore sono figli della sua prima moglie).
Le due auto, la Multipla e la Punto, si fronteggiano in senso opposto nell’angusta Via Castellana Bandiera, nessuna delle due autiste vuole fare marcia indietro e risolvere la singolare sfida, apparentemente una contesa come ne avvengono nelle nostre città dove vige la legge del più forte, o del più cocciuto o di chi “ha le corna più dure” come pensa Rosa. Ma i "boss" quì sono le due donne autiste e Samira, mentre sta seduta al volante della Multipla, schiaccia l'occhio, probabilmente per esaltare questo momento eversivo, molto diverso da quello coperto solitamente, che ricorda l'inversione dei ruoli tipica del carnevale degli Albanesi. Il genero di Samira parla a vuoto, ostenta il bastone del comando, ma fa cilecca quando tornerebbe utile fare in modo che Samira desistesse e portasse la macchina indietro per fare passare la Punto di Rosa. Gli uomini, eccetto Nicolò, alzano la voce, mostrano i muscoli e arrivano alle mani. Un curioso personaggio "single" dalla parlata napoletana da inizio alla violenza di sangue. E 'sempre lui a sfruttare la situazione delle due donne che non vogliono cedere il passo: lancia una scommessa su chi delle due cederà il passo all'altra. Clara dice a Rosa che gli uomini le stanno usando. L'uomo dall'accento napoletano tenta un approccio con Rosa, ma Rosa non gli stringe la mano quando quello le porge la mano per salutarla.
Alla fine Samira sembra soccombere, ma la sua macchina non farà mai marcia indietro, se non quando è sospinta indietro dalla Punto di Rosa, allarmata dal fatto che la sua avversaria non si muove più. Si vede invece la Punto di Rosa fare marcia indietro e infilare un'altra via. La Multipla con Samira esanime al volante, probabilmente morta, sfuggirà al controllo degli uomini della famiglia e del piccolo quartiere, che cominceranno a inseguirla.
Tutti quelli del quartire parteciperanno alla corsa, all'inseguimento, e la strada si farà per i corridori podisti sempre più larga e in discesa.

Nel quadro sottostante viene delineata una struttura del racconto secondo estremi, cioè personaggi che ricoprono ruoli agli antipodi, e secondo mediatori, cioè personaggi di campi opposti che non stanno totalmente a loro agio nel loro campo e dialogano con elementi dell'altro campo. Un metodo di indagine che si avvicina molto al metodo di Levi-Strauss, ma molto meno complesso.

Struttura del racconto secondo estremi e secondo mediatori:

Estremi  
1)Rosa  
  A) Ha tagliato ogni dialogo con la madre viva;
B) E' l'amante di un'altra donna, Clara, che potrebbe essere sua figlia;
C) Non ha figli o figliolanza cui badare;
D) Da a mangiare a un solo cane;
F) Nessuno segue, rincorre la sua macchina, quando va via;
2)Samira  
  A)Nutre amore filiale per la figlia morta e sepolta da 7 anni;
B)Ha una preferenza per un nipote, Nicolò, e gli rassetta la stanza o il posto dove dorme; Il nipote mostra tenerezza per la nonna ed ha ascendente verso di lei, al contrario del padre Saro;
C)Ha figli o figliolanza cui badare;
D)Da a mangiare a più di un cane;
E)Tutti seguono la sua macchina quando va via;
Mediatori  
1)Clara A)Cerca di convincere Rosa a cedere il passo all'altra macchina;
B)E' comunicatrice, anche per la professione che esercita, cioè l'illustratrice grafica di fumetti;
C)Avverte Rosa che sono usate dagli uomini del quartiere;
2)Nicolò  
  A)In un certo senso il padre-padrone Saro è geloso che il figlio Nicolò abbia più influenza di lui su Samira;
B)E' un comunicatore: è aperto al dialogo e spinge gli altri a dialogare.
C)Si scaglia contro il padre quando questi lo stacca con forza dalla nonna forse morta ma attaccata con forza al volante della Punto.

La metafora del racconto: fino a quando reggerà Santa Samira?

Per quelli che corrono dietro la tradizione, che seguono un percorso tracciato da altri, la strada è larga e in discesa. La comunità li accoglie perchè la comunità, il clan, la società segreta, la setta, sono come degli organismi che rigettano tutto ciò che impedisce il funzionamento, con tutti i privilegi, le faziosità, i nepotismi, le ingiustizie che quel funzionamento comporta. Essi, i podisti, rincorrono qualcosa che sfugge loro, nel senso della logica. Si compie un dato comportamento perchè sempre così si è fatto, perchè è tradizione. Ma probabilmente il significato originario di quella tradizione si è perduto, è morto come forse è morta Samira, oppure è molto oscuro. Difficile e impervia è la strada per coloro che, volendo tracciare un nuovo percorso, deviano dai percorsi tracciati dalla tradizione. Questo messaggio è attuale se si considera che le comunità in questione sono quelle del meridione del mondo, non solo della Sicilia. Spesso esse funzionano perchè si segue la logica mafiosa della spartizione della torta, del "chiudere un occhio in cambio di...", del "profitto ottenuto scavalcando la legge", seguono un sistema che probabilmente risale a un tempo in cui non c'era alcun potere centrale o questo potere centrale era debole o si riteneva lontano, funzionano quasi come un mondo alla rovescia perpetuo. La coppia omosessuale formata da Rosa e Clara sembra sconfitta perchè non ha quasi alcun appiglio se non nella tradizione anteriore alla religione cristiana, in cui nei momenti di crisi, fine di un ciclo e inizio di un altro ciclo, spesso i ruoli sessuali e quasi sempre i ruoli sociali si invertivano. In certo senso, anche grazie a una cattiva interpretazione della tradizione, a un suo uso distorto, c'è un procedere alla rovescia nelle società del Sud del mondo. Le terre d'Africa, da cui la gente fugge, ne sono un esempio ancora più lampante. Mentre in Germania il rispetto per la terra, per la comunità, per le cose comuni, per le tradizioni, una maggiore considerazione della donna sono davanti agli occhi di tutti.
La probabile morte di Samira vuole mettere in evidenza un'altra realtà sociale. Le donne hanno preso coscienza del proprio ruolo nella società e nella famiglia e non vogliono essere manipolate, nè dalla religione, nè dall'uomo, nè dalla società in genere. Fintanto che esisteranno tante altre Samira, pronte a sacrificarsi alla famiglia e quindi ai bisogni dell'uomo, a dare a mangiare a tanti cani e cagnoli, senza ricevere o quasi alcuna gratitudine, allora questo andazzo continuerà. La coppia omosessuale formata da Rosa e Clara è in fondo un modo di reagire delle donne a questo andazzo. Nella nostra società a volte l'uomo reagisce ai gesti(di autodeterminazione) delle donne facendo loro violenza, quasi sempre verbale, ma a volte anche fisicamente.Oggi le leggi sanciscono la libertà delle donne, almeno nella nostra cultura, ma la tradizione, il linguaggio antico migliaia di secoli, spinge l'uomo(quel linguaggio antico, fra l'altro molto condiviso, lo fa sentire ferito ) a colpire la donna. A controprova di ciò il fatto(riportato da un sito che vede il fenomeno da un'altra angolatura) che, dove c'è meno tradizione e più femminismo, come negli USA, sono più le donne che aggrediscono in casa gli uomini; sempre negli USA più del 40% dei matrimoni fallisce.
Emma Dante, però, sembra suggerire che ci sono possibilità che questo andazzo cambi. Si ricorra, si apra ai giovani, sono più aperti al nuovo, meno condizionati, più ingenui e speranzosi, più propensi al rischio, più battaglieri, hanno idee, sono sinceri.
Nel racconto viene fuori che il legame sentimentale tra Rosa e Clara è molto fragile. Ma i mediatori degli opposti schieramenti, Clara e Nicolò, si avvicinano l'una all'altro spontaneamente. Ecco delinearsi un nuovo modo di essere maschile e femminile, questi modi sono, fra di loro, più sensibili, più sinceri, più amicali. In fondo se tutti fossimo sinceri difficilmente esisterebbero delinquenza e criminalità.
Se non fosse, l'opera di Emma Dante, un'opera di rottura, di attacco al senso comune, si potrebbe congetturare che Clara e Nicolò in un prossimo futuro, nella prossima puntata della fiction, nel prossimo capitolo, possano innamorarsi.


02/10/2013


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