Frey divinità delle classi umili e inermi.



Sopra due statuette che raffiguarano la dea Freyja con la "Collana dei Brisinghi" forgiata dai nani a sinistra, mentre la statuetta itifallica di destra dovrebbe rappresentare Frey, ma per la barba e il cappellino potrebbe somigliare a un 'nano' o a uno 'gnomo' oppure a un 'folletto'.


Frey e Freyja


Probabilmente le divinità Vani erano molto popolari nelle campagne, presso i contadini. L'animale offerto in sacrificio a Frey e alla sorella Freyja è il maiale o il cinghiale, come da tradizione millenaria se si considera questo animale una sorta di aratro primordiale. Nella mitologia norrena Frey ha comportamenti vicini a quelli dei 'nani'. E' il più mite di tutti gli dei, nel Ragnarok combatterà senza armi e verrà ucciso ben presto dal gigante del fuoco Surtr. Frey non aveva la spada perchè l'aveva ceduto al suo servo Skírnir affinchè corteggiasse a nome suo la bellissima Gerdh, figlia di un gigante, di cui si era innamorato. Frey è quindi la divinità esaltata dalle classi umili, ma ritenuta inferiore dalle classi guerriere dato che si era privato della spada per coronare il suo sogno d'amore. Probabilmente alle classi umili veniva data protezione a patto che rimanessero inermi. I Cimbri e i Teutoni girovagarono mezza Europa per circa 8 anni, dal 109 al 101 a.C.: essi chiedevano un territorio, in cambio avrebbero offerto protezione agli indigeni.

Freyja,dea dell'amore, della seduzione, della fertilità, della guerra e delle virtù profetiche, sorella di Frey e figlia di Njordhr, è la più bella delle dee, abita nel cielo in una dimora detta 'Campo degli eserciti', ha diritto a metà dei cadaveri caduti in battaglia, mentre Odino prende l'altra metà.Il suo palazzo si chima 'ricco di seggi'.Originaria dea degli inferi? Probabilmente sì,come gran parte delle divinità femminili di tutti i popoli; poi, dopo la supremazia di Odino e dei guerrieri, passata a dirigere le arti della magia. E' portata su di un carro cui è aggiogata una coppia di gatti. E qui il gatto è associato sicuramente alla magia. Freyja è la signora per eccellenza, mentre il fratello è il signore, e si mostra benigna verso le donne che l'invocano. Ha sposato Odhr e ne ha avuto per figlia Hnoss, 'Gemma'. Quando il suo sposo si allontanava per viaggiare, ella piangeva con lacrime di oro rosso(Edda in prosa di Snorri). Del suo abbigliamento è famosa Brisingamen "Collana dei Brisinghi", forgiata dai 4 nani della stirpe brisinga. Per avere questa collana pare che la dea fu disposta a passare una notte con ciascuno di loro.

Frey è il dio che dona la pace e la prosperità e spesso viene identificato con Frodhi. Viene portato in processione in un carro come Nerthus. Appare nel tempio di Uppsala, in forma itifallica, ed è percio detto Fricco, cioe Amante. A questo dio, il cui culto era piuttosto diffuso, probabilmente si presentava un'offerta in dicembre o secondo altre fonti al principio dell'inverno e l'offerta, secondo l'informazione che proviene dalla Saga di Herfor consisteva in un porco, sul quale si pronunciava, prima dell'uccisione una formula propiziatoria. Il porco offerto aveva il suo prototipo nel porco Gullinborsti, 'Setola d'oro', che il dio cavalcava.Al dio si offrivano anche cavalli, che a lui venivano consacrati, senza che alcuno potesse montarli.



La festa del 'sacrificio di Frey'

Allo stesso Frey, era destinato, ogni nove anni, il Froblod o 'sacrificio di Frey', che si presentava nella metà d'inverno e coincideva con l'assemblea generale del popolo di Uppsala(Svezia). Dalle notizie che si ricavano da Adamo di Brema(vissuto nell'XI secolo d.C., autore dei Gesta hammaburgensis ecclesiae pontificum), a sua volta attinte da un testimone oculare, venivano sacrificati animali ed uomini. Saxo Grammaticus(1150-1216 autore di una storia della Danimarca, Gesta Danorum) ci informa degli aspetti orgiastici del culto, durante il quale si svolgevano danze effeminate. La stessa notizia viene da Adamo di Brema che non trascrive gli inni cantati nel rito, perchè erano troppo immorali. Probabilmente avevano lo stesso tenore delle Mansöngr, letteralmente canzoni per uomini, liriche amorose che cantano anche gli amori della dea Freyja, ufficialmente vietate, ma diffusissime nelle alcove.
Da Adamo di Brema conosciamo il rituale offertorio di Uppsala, ricorrente per nove giorni ogni nove anni. Durante il rito uomini, cani, cavalli erano appesi agli alberi e ai pali del bosco sacro. In ognuno dei nove giorni della festa erano offerti al dio Frey nove vittime viventi.La festa appare connessa alla celebrazione dell'equinozio di primavera e molto probabilmente è un rito di rinnovamento e di passaggio dal vecchio al nuovo periodo novennale. E' molto frequente il numero 9 nelle credenze dei Germani. Odino si impiccò all'albero chiamato Yggdrasill mentre veniva trafitto dalla propria lancia per poter acquisire conoscenza e rimase in questa posizione per nove giorni e nove notti. Una saga scandinava, la Heimskringla racconta del Re Svedese Aun che sacrificò nove dei suoi figli nello sforzo di prolungare la sua vita e il suo regno. Sicuramente l'intercorrenza di 8 anni o del nono anno ha una tradizione antichissima. Già 1000 anni prima di Cristo nel Mediterraneo la chiusura di un ciclo nei calendari unisolari era posto alla fine dell'ottavo anno, mentre il nono anno segnava il passaggio a un altro ciclo. Ma presso gli scandinavi il ricorso al numero 9 potrebbe avere una valenza magica per la sua combinazione col numero 3, cioè con i componenti la triade divina.

La festa del Jul

La festa del Jul(Jul era un non più precisato dio pagano) è comunemente indicata come la festa di mezzo-inverno, midwinter.Il termine Midwinter corrisponde a un periodo approssimativamente fissato tra la metà di dicembre e la metà di gennaio. La struttura festiva e religiosa del Jul è estramamente complessa. In essa sono stratificati diversi contesti religiosi e cultuali. Almeno tre sono i componenti fondamentali della festa:
1)le celebrazioni del Jul erano connesse alla credenza nel ritorno dei morti e al mito del Cacciatore selvaggio. La schiera degli spettri che passano attraverso l'aria forma la cavalcata che, per la sua relazione col Jul, prende i nomi di Jolareidi e Jolaskreidi in Norvegia occidentale, di Oskoreidi nella Norvegia meridionale, di Odensjakt(caccia di Odino) nella Svezia meridionale e in Danimarca, Wuotes her e Wutanes her in Germania. Nel corso della festa i morti tornano in seno alle loro comunità e partecipano ai banchetti e alle celebrazioni;
2)il Jul ha precise relazioni con un culto delle forze fecondanti della terra e della vita e, nel suo contesto cadeva la Festa delle Dee Madri, Modraniht(Notte delle Madri);
3)i partecipanti usavano maschere e travestimenti, soprattutto gli uomini e i giovani che si coprivano di pelli animali con corna e con coda, ovvero lottavano in combattimenti fittizi e rituali, travestiti con maschere di animali connessi con la Caccia selvaggia(cavallo, cane, cervo) e con il mondo demoniaco.
Il De Vries, riassumendo i risultati della sua analisi della festa Jul(Altgermanische Religionsgeschichte I,55), ritiene che il Jul sia una forma germanica della Festa del Capodanno, con il preciso significato di una rigenerazione del mondo, che viene ritualmente risollevato dal caos. In esso ricorrerebbero i tipici elementi del Capodanno e cioè il ritorno dei morti, la lotta fra due gruppi(inverno ed Estate), lo spegnimento del fuoco vecchio e l'accensione del fuoco nuovo, i riti di iniziazione, i comportamenti orgiastici di gruppo, la temporanea sospensione dell'ordine sociale, aiscrologia: festa dunque simile ai Saturnalia romani, solo che a Roma in quel 'mondo alla rovescia' comandavano gli schiavi, mentre nella festa Jul ritornano i demoni e i morti.


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