Religione dei Germani, il gruppo dei Vani, divinità ctonie e del mare, il gruppo degli Asi, divinità legate alla funzione sciamanica e alla funzione militare.



Arte rupestre dei Germani nel neolitico

Nei disegni rupestri dell'area germanica, di cui sopra un esempio, i temi religiosi sono numerosi, ma l'interpretazione è incerta e gli studiosi non sono concordi nelle conclusioni.
Questi i i riferimenti dell'immagine soprastante:
1) processione cultuale con idolo(?)- da Tanum;
2) disco solare con croce usato come immagine di culto e sorretto da un uomo(da Ekenberg);
3) disco solare e figure adoranti(da Kalleby);
Giù simbolo solare su nave(da Bottna).

da De Vries, Altgermanische religionsgeschichte
da Enciclopedia delle religioni Vallecchi, voce Germani, religione dei di Alfonso di Nola

Premessa

Si rammenta che la quasi totalità della mitologia dei popoli dei Germani viene da opere composte intorno al XII sec. d.C., quando l'evangelizzazione cristiana avanzava speditamente anche con sistemi coercitivi. Le testimonianze più antiche ci vengono dagli scavi archeologici, in specie dalle paludi, dall'arte rupestre risalente fino al neolitico, dalle testimonianze di autori greci e romani. Per quanto riguarda i materiali rupestri cè da dire che essi appartengono ad un tempo esteso per millenni, nel corso dei quali sicuramente si saranno verificati delle trasformazioni etnico-sociali anche notevoli, come trasmigrazioni, fusioni razziali, contatti culturali che sfuggono al controllo dello studioso perchè i reperti sono muti e su di essi si possono avanzare solo delle ipotesi non confortate dalla certezza di documenti. O. Almgren(Nordische Felszeichnungen als religiose Urkunden) ha ipotizzato che i disegni rupestri siano stati destinati a fissare, prolungandola nell'immagine, l'efficacia di cerimonie religiose compiute dagli indigeni in epoca preistorica, cerimonie che si collegano per lo più alla fecondità.
E' molto probabile che gli ultimi bagliori del paganesimo dei Germano-scandinavi abbiano accentuato i caratteri pagani, volendo rimarcare la differenza con la visione del mondo del Cristianesimo medievale. Nel paganesimo germano-scandinavo 'il gesto rituale' diventa molto più crudo, più realistico, estremo, mentre nella mitologia norrena trionfa il linguaggio iperbolico, tipico dell'epopea guerriera.
Inizialmente curerò, mi interesserò delle divinità Vani e dei 'nani'. Forse più in là illustrerò le divinità Asi, la cui mitologia mi appare molto fumosa, quasi esclusivamente epica, piena di iperboli, senza trascendenza delle divinità, senza loro rivelazione, con personaggi che raramente, a parte gli dei Vani e i 'nani', Odino e Loki e qualche altra divinità hanno spessore diacronico. Molti, fra cui Giulio Cesare, parlano di religione dei Germani rivolta all'adorazione dei fenomeni naturali. Invero le vicende degli Asi hanno pochi addentellati con i fenomeni naturali, a parte il grande ciclo che finirà nel grande rogo del Ragnarok. Il linguaggio dei mitografi norreni si riferisce alla natura, ma è una natura ricostruita completamente dalla fantasia, niente a che vedere rispetto alla natura riflessa nei racconti delle società di interesse etnologico. Riallacciandomi ai racconti popolari e ai miti dei cacciatori si possono scorgere nelle figure di Odino e di suo fratello di sangue Loki, i due fratelli o i gemelli cosmogonici, uno creatore o per lo meno regolatore, l'altro distruttore, incurante della norma, con figliolanza mostruosa. Più interessanti le feste annuali dette Jul e quella novennale del 'sacrificio di Freyr' a Uppsala per gli addentellati con le colture dei primi coltivatori: tali feste, che si svolgevano in pieno medioevo, sono state riportate da scrittori cristiani, per cui in questo caso bisogna considerare la interpretatio christiana.

Bibliografia:
Alfonso Di Nola, Enciclopedia delle religioni, Vallecchi
Karoly Kerenyi, Gli dei e gli eroi della Grecia
S.Fischer-Fabian, I germani, Garzanti
F.lli Grimm, Le fiabe del focolare
Miti e saghe vichinghi, Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, Oscar Mondadori
S.Thompson, La fiaba nella tradizione popolare, Milano, Il Saggiatore, 1967


Divinità Asi e divinità Vani

Nella mitologia norrena del medioevo alto gli Asi, il cui numero è indeterminato o variamente fissato dalla poesia nordica ora a nove ora a dodici o a quattordici( è un caso o no che venga evitato il numero 13? Se non è un caso, da dove deriva questa evitazione?), formavano un 'consiglio' e vivevano come i regnanti terreni nella loro splendida dimora situata nel cielo o sulle alte montagne, denominata Asgard(l'Olimpo greco). Queste divinità, al pari degli dei Vani, non erano immaginati come eterni, ma come originati dai giganti, sottomessi all'impero del tempo, e destinati a perire nell'incendio universale del Ragnarok, la fine di un grande ciclo della cui durata non si conosceva alcunchè: fine cui succedeva una rinascita, un nuovo ciclo.
Secondo la versione evemeristica di Snorri, nel racconto riportato nella Saga degli Ynglingar, Asgard era un centro di culto(localizzato a Troia, in Scizia-Gylfaginning IX)dove si tenevano solenni sacrifici cui presiedevano dodici sacerdoti (díar o drótnar) che erano nel frattempo i capi a cui spettavano le decisioni. Essi poi sarebbero stati divinizzati dai loro sudditi. Dall'Asia Minore gli Asi passarono nel nord dell'Europa dove si fusero con altre divinità dette Vani, dopo due guerre mitiche.
Tra le divinita’ principali degli Asi troviamo Odino, che appare nell'Edda di Snorri(Snorri Sturluson, n.1178 + 1241, storico, poeta e politico islandese). Nell'area nordica il nome del dio si presenta in diverse altre forme: Wuotan, Wodan, Woden. Secondo un'etimologia di Adamo di Brema(IV,26), ripetuta in Rodolfo di Fulda, il nome è connesso con il termine 'furore', probabilmente perchè gli venivano offerti sacrifici umani secondo l'informazione di Tacito che lo identifica, nell'interpretatio latina, in Mercurio: il dio greco-romano più versatile, dalle molte risorse (polùtropos), cioè psicopompo, briccone, artigiano, musico, vate, colui che manda e interpreta sogni, atleta e protettore degli atleti, oratore e anche ingannatore e affarista perchè esperto nell'uso della parola e più anticamente divinità itifallica. E anche Odino è divinità dalle molte risorse. Probabilmente Tacito riscontra nel Mercurio dei Germani il dio garante che pretendeva il rispetto dei patti che venivano presi nelle assemblee, mentre probabilmente Adamo di Brema nota la furia del dio contro coloro che abbandonavano il suo culto per diventare cristiani: i seguaci di Odino li consideravano una grande minaccia al loro ordinamento sociale e li perseguitavano(A.Di Nola, EdR, Germani, religione dei).
Altra divinità degli Asi è Thor, il dio che brandiva il martello magico Mjöllnir,costruito dai 'nani' ed era associato ai tuoni, ai fulmini e alle tempeste, alle querce e alla forza, ma anche alla fecondità e al buon raccolto. Fu identificato nell'interpretatio latina di Tacito con Ercole. Tyr, altra divinità degli Asi è il dio della guerra, Marte secondo Tacito. Affronta il lupo Fenrir e per convincerlo che gli dei non volevano fargli del male, gli introdusse una mano nella gola. Fenrir, una volta incatenato dalla catena magica chiamata Gleipnir costruita dai 'nani', gli strappò la mano.
Njordhr e i suoi due figli Freyr e Freyja sono invece divinità Vani. Secondo una tesi abbastanza seguita queste divinità sono le più antiche, diciamo pregermaniche, indigene del territorio dei Germani
(erano così intese al tempo dei Romani numerosissime stirpi che non avevano la minima coscienza di appartenere a un gruppo affine, a una comunità etnica germanica), esteso a est del Reno e comprendente anche i popoli che si affacciavano sul Baltico, cioè gli scandinavi.
Fra Asi e Vani vi fu un combattimento mitico che si concluse senza vittoria di una delle parti. Nel trattato di pace che pose termine alla lotta gli Asi ricettero in ostaggio Njordhr e i suoi due figli Freyr e Freyja, i Vani, a loro volta, ricevettero in ostaggio Honie e Mimir. Più probabilmente, come sostengono Georges Dumézil e Mircea Eliade, la divisione tra Asi e Vani corrisponde alla divisione strutturale delle diverse funzioni (divinità sovrane, guerriere e agricole) tipica delle religioni di supposta derivazione indoeuropea.
I tre Vani che conosciamo sono innanzitutto dei dispensatori di ricchezza, patroni della fecondità e del piacere (Freyr e Freyja), della pace (Freyr), e sono legati tanto alla terra che produce le messi (Njorðr e Freyr), quanto al mare che arricchisce i naviganti e i pescatori(Njordhr).Delle divinità Vani è inoltre nota la profonda conoscenza delle pratiche magiche e di capacità divinatorie: è detto che quando Freyja venne accolta tra gli Asi, essa insegnasse loro quest'arte che era nota soprattutto tra le sacerdotesse (da Saga degli Ynglingar, 4 di Snorri ). Si trattava di una forma di magia che comportava comportamenti sconvenienti per i maschi (Saga degli Ynglingar,7 di Snorri), nella fattispecie pratiche di travestitismo e omosessualità. Loki(divinità ambigua che semina zizzania, ambiguo, capace di generare figli da solo, appartiene certamente all'ordine degli dei pur avendo una decisa carica demonica) accusa esplicitamente Odino di praticare questo tipo di magia(Lokasenna,24, dall'Edda poetica).



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