Tipologia semplificata delle funzioni mitiche


Tipologia semplificata delle funzioni mitiche, ossia di ampi gruppi di narrazione che si qualificano per finalità o funzioni specifiche secondo G.S. Kirk (Myth. Its Meaning and Functions in ancient and other Cultures, Cambridge, 1970)



Esempi di opposizione e complementarietà di miti. Il mito della Gorgone, il mito di Perseo, il mito delle Danaidi, il mito del cavallo di Troia. Questi miti sono complementari e nella loro opposizione ognuno esplicita gli altri.

Il volto feroce della Gorgone Medusa

Tiepolo(1696-1770)-Il cavallo di Troia, l'arma vincente ideata da Ulisse con l'aiuto di Athena.



In alto la Gorgone Medusa, emblema del combattimento feroce, della lotta all'ultimo sangue in mezzo al campo di battaglia. I campioni che corrispondono a questo ideale di guerriero sono Achille ed Ettore. E' risaputo che la Gorgone Medusa ha molti addentellati col cavallo: partorisce il cavallo Pegaso, è "furiosa", è "pazza" come un cavallo imbizzarrito, infonde a sua volta la pazzia. Achille ed Ettore (rispettivamente nell'Iliade "l'urlo" e "l'occhio" della Gorgone, come elementi che incutono terrore e portano la morte) muoiono e non risolvono la guerra. A destra il cavallo dell'inganno ideato da Ulisse sotto l'ispirazione di Athena.
Esso rappresenta il nuovo modello di guerra. Si combatte in accordo attuando un piano che prevede, come arma principale, non la forza bruta, la furia del guerriero, ma l'astuzia e la coralità. Entrambi, Gorgone e "cavallo di Troia", sono "pregni" in modo mostruoso. E probabilmente per comprendere l'operato delle Danaidi e quindi la loro connessione profonda con l'essenza più intima della donna greca, bisogna partire da questa mostruosità. Ovvero, le donne greche, quelle che celebravano le Tesmophoriae, si allontanano dal dio Poseidone, quello che stuprò una Demetra fuori dai parti, e si avvicinano al rapporto ambiguo-osceno tra Demetra e Jambe. Voglio dire che le Danaidi furono giustificate, dall'aver ucciso i mariti egiziani alla loro prima notte di nozze, perché non furono rispettate sessualmente. Fra l'altro quel tipo di rapporto sessuale non portò nascite.
Quindi le Danaidi si contrappongono alla Gorgone Medusa, in quanto quest'ultima, amata dal dio Poseidone, ebbe una figliolanza solo perché fu amata da un dio. Il seme del dio superò ogni soglia, ogni barriera e la figliolanza venne fuori dal collo tagliato da Perseo. Probabilmente la Gorgone Medusa, nel mito di Perseo, rappresenta il rifiuto da parte degli antichi greci di sposare un tipo di donna vergine; una fanciulla africana, vergine non per virtù, ma perché sottoposta a clitoridectomia e infibulazione. Le Danaidi, non sottoposte a simile pratica(quindi accettate come progenitrici dei greci), potevano, secondo le vecchie credenze africane, sviluppare qualcosa che sarebbe stato fatale allo sposo alla prima notte di nozze: ciò nonostante furono sposate dai figli di Egitto. L'operato di Perseo, il giudice-sacerdote, svela inoltre la negatività, l'assurdità paradossale, l'altra faccia negativa di una vergine africana sottoposta a infibulazione: nonostante tutto può procreare. Poseidone, il dio del mare che l'ha amata, potrebbe rappresentare i trasportatori(marinai ecc.) che la portavano dai luoghi nativi per via mare. Del resto Perseo, quando salva Andromeda, pietrifica il mostro marino, inviatogli contro da Poseidone, mostrandogli la testa della Gorgone. Sembra che l'atto di mostrare la testa recisa della Gorgone sia un ammonimento che disvela la barbarie del mostro marino stesso. Sono proprio coloro che si comportano in maniera barbara ad essere immobilizzati dallo sguardo della Gorgone. Perseo, figlio di Zeus, agisce due volte contro Poseidone o entità a lui vicine. La prima volta quando recide la testa alla Gorgone Medusa amata da Poseidone, la seconda volta quando impetra il mostro marino mandato da Poseidone per impossessarsi di Andromeda offerta in sacrificio. Anche Andromeda molto verosilmente è una vergine non sottoposta a infibulazione o meglio a clitoridectomia: nelle Tesmoforiazuse di Aristofane la parodia di Andromeda sembra che ci dica che anche gli antichi greci interpretavano silmilmente le figure mitiche della Gorgone, delle Danaidi e di Andromeda. La parodia di Andromeda, interpretata da un attore maschio, Mnesiloco, che recitava la parte della figlia di Cefeo e Cassiopea, colpisce il tragediografo Euripide che si credeva avesse qualche trasporto per l'effeminato Agatone(anche quest'ultimo tragediografo). Mnesiloco indossa sui pantaloni il krokotòs prestatogli da Agatone affinchè passi inosservato tra le donne che celebrano nel Tesmoforio il processo contro Euripide e questo indumento sembra fosse indossato da donne esperte nel sedurre i maschi. Fra l'altro Mnesiloco, in apertura di commedia, indossa il tradizionale costume comico maschile, provvisto di un prominente fallo artificiale. Per comprendere la parodia di Aristofane bisogna ricordare che a volte i Greci consideravano fallica la Gorgone Medusa. Quindi una Andromeda col clitoride integro, quale sposa di Perseo, poteva essere rilevata come una sposa che ha qualcosa in più di una sposa col clitoride rescisso, tanto più che nella scena in questione Euripide-Perseo entrava portando in mano una testa della Gorgone.
Perseo rappresenta la nuova coscienza, quando ancora il dio Dioniso è da venire, o meglio è soltanto un dio ctonio dei contadini; egli è figlio di Zeus sotto forma di pioggia aurea, mentre Poseidone, probabilmente un antichissimo dio accentratore, viene visto come il responsabile di tutto ciò che è incomprensibile, le sciagure, i cataclismi, i terremoti, i maremoti, le varie mostruosità naturali o meglio quelle ritenute tali. Probabilmente a partire dal mito di Perseo nelle Grecia prende vigore l'uso dell'acqua di fonte o di fiume, di acqua viva(non di pozzo o di stagno) per il bagno prenuziale della sposa( A. De Gubernatis, Storia comparata degli usi nuziali in Italia e presso gli altri popoli indo-europei, XIX).
Perseo uccide la Gorgone Medusa, ma prende possesso della sua figliolanza più significativa ovvero il cavallo Pegaso, figura probabile di un potere tra lo spirituale e il giuridico. Notevole il fatto che in Egitto a Chemis, Erodoto(Storie, II, 91) abbia trovato un culto a Perseo. E' probabile, secondo gli studiosi che questo Perseo egiziano abbia qualcosa del dio egizio Horus. Erodoto riferisce che gli abitanti di Chemis ritenevano che Perseo, Danao e le figlie ed anche Linceo fossero originari del posto e che Perseo ogni tanto appariva a qualche fedele e la sua comparsa portava sempre delle ottime stagioni. La particolarità della statua di Perseo era il fatto che i calzari fossero di una misura enorme(due cubiti, 90 cm. circa). Il culto della divinità era incentrato sui giochi ginnici che periodicamente si svolgevano in suo onore. Quindi è facile associare il Perseo egizio all'atleta che corre molto veloce, anche per via delle leve e dei piedi giganti.

Dea ghepardo, probabilmente Mafdet, taglia la testa ad Apophis, il drago delle tenebre.

Ma corridore era detta già nel terzo millennio a.C. in Egitto una dea, Mafdet. Era raffigurata come un felino, forse un ghepardo. Nel riquadro in alto taglia la testa al serpente Apophis, che rappresenta la notte ed è il nemico di Ra, che rappresenta il sole. Si trova menzionata nella Pietra di Palermo (V dinastia), e il suo nome significa Colei che corre, Corridore. Quindi il Perseo greco ed anche quello egiziano sono da collegare al cielo, al sole e probabilmente rappresentano la coscienza della legge che persegue i suoi obbiettivi piuttosto con sistemi persuasivi(mostrando la testa recisa della Gorgone o il felino che taglia la testa al serpente), ed anche punitivi. Lo sguardo della Gorgone che impetra è paragonabile alla sentenza emessa da un giudice, riconosciuto dalle autorità, che arresta(e per questo ci vuole il corridore), mette in galera e incatena i malviventi. Poiché i malviventi venivano accomunati ai nemici oltre che ai barbari i Greci misero sui loro scudi la figura della Gorgone o del gorgoneion, con un duplice scopo: 1)come minaccia per i nemici che potevano rimanere interdetti di fronte a quel mostro enigmatico, se non ne conoscevano il significato; 2)come ammonimento per gli stessi combattenti greci e minaccia per i guerrieri nemici nel caso ne conoscessero il significato, a dimostrare tutto il loro valore guerresco nel combattimento perché altrimenti, in caso di sconfitta e di prigionia, il loro destino avrebbe potuto essere simile a quello della Gorgone o del gorgoneion(quest'ultimo, probabilmente, una maschera antica di rappresentazione della morte presso culture con qualche addentellato con le figlie di Pelia e con la maga Medea: in qualche rito segreto probabilmente sciamani o sciamane mettevano la maschera che rappresentava la dea della morte). Poi le sculture della Gorgone nelle tombe furono messe perché potevano avere due valenze: 1)i mostri erano a custodia della tomba; 2)il mondo dei morti fu spesso considerato un mondo alla rovescia e quindi gli eventuali ladri avrebbero potuto acquisire magicamente tendenze mostruose.
Perseo, come figlio di Zeus, uccide la Gorgone Medusa anche perchè la figliolanza di Zeus, il dio che garantisce la giustizia, secondo Esiodo, non può tollerare che prevalga la forza bruta, l'eversione. Anche Horus, nei miti egiziani, prevale infine su Seth che rappresenta la forza bruta, mentre egli è figlio di Osiride e di Iside: in questo caso viene sancita la successione dinastica a scapito di una successione che comporta la guerra tra i pretendenti. Simile significato ha la lotta per la successione tra Crono e Zeus.
Queste lotte tra divinità probabilmente ribadiscono un profondo cambiamento sociale: la fine della proprietà collettiva.
Perseo uccide o meglio mette fuori combattimento, dopo aver abbattuto la Gorgone Medusa col falcetto avuto in dono da Hermes(dio garante della convivenza civile), solo col "gesto rituale", cioè mostrando la testa della Gorgone, oppure nell'agone ginnico(altro rituale), lanciando il disco; con ciò attuando la volontà celeste(giudizio divino). Perseo, più che un re militare, è un re anche e soprattutto con funzione sacerdotale e di giudice: con forti poteri carismatici. (SLG)



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