Le zampate di micio Bavaglino



Luglio 2015

Il popolo greco ha detto no alle condizioni della Troika, ma Tsipras, infine ha accettato le condizioni richieste dai burocrati UE. Lo Stato greco è uno Stato indipendente pro-forma, ma sulle pensioni Tsipras fa meglio di Monti-Fornero

Ha fatto bene, ha fatto male? Di certo Tsipras non ha voluto aprire lo scenario di una Grecia che ritorna alla «dracma». E' chiaro che non c'erano le condizioni. Era meglio, forse, che non fosse mai entrata nella UE? Chi lo può dire?
L'Argentina non poteva essere un precedente da imitare per la Grecia. Innanzitutto perché l'Argentina, quando dichiarò il default, aveva una sua moneta, e poi perché l'Argentina ha un territorio fisico e delle risorse minerarie e agricole non indifferenti, oltre che una popolazione abbastanza giovane. Mentre la Grecia langue da tempo in campo industriale ed ha solo notevoli entrate dal turismo, mentre il suo territorio è piccolo, molto abitato, non particolarmente adatto all'agricoltura. Entrare nell'euro per la Grecia è stato benefico nei primi anni per i bassi tassi di interesse che potevano essere applicati per fare debito, ma poi il «ronzino» greco non è riuscito a seguire i cavalli dei paesi europei nordici.
Che avvertimento si può trarre dagli ultimi avvenimenti greci? L'ammonimento più rispondente al reale è che i politici locali di ogni paese, alle prese con problemi di bilancio, possono promettere mari e monti prima delle elezioni, ma che sicuramente, queste stesse promesse, non potranno mai attuarle se sono in contrasto o fanno allontanare dai parametri dei trattati europei.
E allora perché il continuo dare addosso dei politici ai premier e al governo? Oggi come oggi le cose non potranno essere cambiate nell'arco di qualche anno, come pretende la Troika, ma neanche di qualche decennio. E meno male che il governo dei tecnici Monti-Fornero ha fatto qualche grossa riforma, del resto improcrastinabile, come quella delle pensioni. Comunque resta da sottolineare che Tsipras probabilmente riuscirà a fare una riforma delle pensioni più avveduta e meno "timpulata" di quella che ha fatto il governo Monti. I greci andranno più tardi in pensione, ma con gradualità. La riforma entrerà a regime totale nel 2022 e le donne lavoratrici greche, discendenti delle Danaidi, non potranno andare in pensione 15 anni prima degli uomini.
Nonostante questo i vari gruppi politici italiani continuano a protestare contro le politiche UE e a promettere di attaccarle non appena saliranno al potere(Lega Nord e M5S e SEL). In effetti il potere logora chi non ce l'ha! Perché i politici italiani, dal dopo Moro fino ad oggi, tendono per inerzia di linguaggio (così si è fatto prima e così si continua a fare) ad andare al potere più che altro per occupare le poltrone dello Stato, degli Enti Locali, delle società partecipate, dei consorzi ecc.ecc., insomma per dividersi la torta, che ora dicono non ci sia più o che comunque si è fatta sempre più piccolina. E' possibile che il M5S abbia un'anima diversa? Tutti se lo auspicano.
Secondo fonte Eurostat nell'anno di riferimento 2012, relativamente al Pil, la spesa pubblica italiana è stata pari al 50,6% della ricchezza prodotta nel Paese. Davanti a noi la Francia (56,7%) e i Paesi scandinavi, ma anche la Grecia (53,7%). Ma mentre la Grecia è povera e mal governata, la Francia invece sembra obnubilata dalla «grandeur» dei tempi passati, mentre nei paesi scandinavi c'è una social democrazia che tutela un welfare inimmaginabile in Italia.
Quindi se uno più uno fa due i politici italiani tengano conto degli accadimenti greci. Praticamente non si può andare fuori dall'euro, a meno che non si entri subito in una moneta come il dollaro(ma negli USA c'è maggior liberismo economico). La situazione italiana è come quella del cane che si morde la coda. Fra l'altro, dietro pressione della Troika UE, l'Italia col governo Monti ha messo nella Costituzione il pareggio di bilancio: quindi lo Stato può solo dimagrire e se non dimagrisce deve imporre nuove tasse. Gli ottanta euro concessi da Renzi a un gruppo di lavoratori dipendenti sono una risoluzione che fa ridere politici seri. La gente spende sempre meno quando il futuro resta incerto. E come si può guardare sereni al domani quando le fabbriche chiudono o delocalizzano in paesi in cui tasse e costo del lavoro sono minori? Quando pure le multinazionali dei call-center delocalizzano oppure tagliano lo stipendio dei lavoratori? Quando perfino le grosse banche esternano e/o delocalizzano all'estero alcuni servizi?
L'opinione pubblica è ormai stufa di sentire di continuo inchieste della magistratura che colgono con le mani nel sacco politici e burocrati collusi con la malavita; tangenti, appalti truccati, accordi sottobanco sono aspetti di un parassitismo che deve essere estirpato come un tumore di tipo sociale. Si sono eliminate le Provincie, ma non sono state fatte leggi che obbligano i lavoratori di questi Enti a passare ad un altro ente alle stesse condizioni oppure a condizioni più favorevoli per lo Stato. Ora sono sorte anche le Aree Metropolitane e quindi sono aumentati gli oneri dello Stato e il debito ha superato i 2.200 miliardi.
La Commissione UE è stata inflessibile con la Grecia. Niente ristrutturazione o taglio del debito! In effetti la Grecia già ne ha avuti due di allungamento del debito al tasso del 2,4%(per la situazione attuale vedi l'articolo chiaro di dagospia.com). Probabilmente il taglio del debito potrebbe essere stato visto come una possibile apertura alla ristrutturazione del debito di altri paesi come l'Italia o il Portogallo.
E i sindacati? Purtroppo queste associazioni sono obsolete perché tentano di lottare con uno Stato che c'è quasi solo pro-forma. Ormai la stanza dei bottoni è passata alla Troika EU e al liberismo economico e ai capitali. Dovevamo essere un paese virtuoso come la Norvegia per non entrare nell'euro, ma la mentalità del «particulare» ha dominato nella politica italiana del secondo dopoguerra. I costi della politica sono sempre aumentati, il costo della PA altrettanto. Lo Stato Italia esiste quasi pro-forma e i sindacati cozzano contro un muro di gomma. Fra l'altro i sindacati possono pretendere di difendere persone che hanno già un lavoro, ovvero persone che diventano sempre meno di numero. E tutti gli altri? Quelli che il lavoro non ce l'hanno più, quelli che il lavoro non l'hanno mai avuto. Le famiglie si fanno carico di molte spese per aprire attività commerciali e/o artigianali ai figli, ma una saracinesca si apre e due si chiudono. I valori immobiliari dei negozi diminuiscono, mentre gli stessi centri commerciali, aumentati in maniera esponenziale, si fanno una concorrenza spietata ed il piccolo commercio è quasi finito, sopravvivendo nel commercio ambulante o da bancarelle.



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