Pagine di Gianfranco La Grassa

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Interno, Estero: non fine ma prosieguo della messinscena intanto l'Interno

(fonte Conflitti e strategie)



Il prof. Gianfranco La Grassa, economista e saggista, di cui si pubblicano le opinioni in questo sito è professore emerito di politica economica alle università di Pisa e Venezia(quì una sua breve biografia con le ultime sue pubblicazioni). Ha scritto decine di saggi pubblicati con le più importanti case editrici italiane, da Editori riuniti a Feltrinelli, e parecchi suoi studi hanno avuto traduzioni in varie lingue.

Per fare conoscere il pensiero di Gianfranco La Grassa viene pubblicato in altre pagine una introduzione che scrisse qualche anno addietro il compianto Costanzo Preve.

Interno, Estero: non fine ma prosieguo della messinscena intanto l'Interno


Mi dispiace notare che veramente la gente non afferra la sostanza del “gioco” che sembra in svolgimento; con una certa abilità. Tralascio di ripetere la descrizione della sceneggiata di questi tre mesi, messa in atto e proseguita con tanta incoerenza poiché il risultato delle elezioni ha creato molte complicazioni. Non a caso, si approfitta adesso per insistere sul premio di maggioranza a chi avrà un voto in più. Vi è evidente invidia per quanto ottenuto in Francia, dove Macron, con il 24% dei voti, si è preso tutto.
Si è avuto un “poco divertente” vaudeville, con l’impeachment chiesto; addirittura per prima si è fatta avanti la Meloni, che comunque non ha avuto bisogno poi di fare le peggiori figuracce. E’ subito arrivato pure Di Maio (e anche Di Battista) con toni ultimativi; ha abbandonato l’idea accusando Salvini (l’ha ironicamente definito “cuor di leone”) di non accettarlo e di far saltare la possibile maggioranza. Infine, passate 24 ore, è andato a porgere le sue scuse a Mattarella, che le ha accettate senza battere ciglio e ha pure accettato di riprendere Conte come premier (povero Cottarelli, avantindré dal Colle, una figura da “tappabuchi”, applaudito poi dai giornalisti all’annuncio del ritiro; per stupidità di questi tirapiedi dei media o per doverosa pietà?). Infine, tentennamenti di Salvini mentre la Meloni annunciava la sua disponibilità a votare a favore del governo data la situazione. Mamma mia, i pentastellati hanno subito detto che i “fascisti” dovevano restare fuori dei giochi. Salvini ha capito che non poteva far saltare il governo e ha infine dato la sua disponibilità alla cessazione della farsa. Anche Savona fa parte del governo; e se non è all’economia è comunque ai rapporti con l’Europa (Mattarella non ha più paura che possa irritare gli ormai “sbandati” vertici di una accozzaglia di paesi, ognuno diffidente verso gli altri?).
Bene, adesso abbiamo il governo; attaccato in continuazione in ogni TG, in ogni talk show, ecc., senza prima vedere che cosa faranno. E i più “sensati” (ironico) hanno sostenuto che comunque questo governo vede la fine del centro-dx; la Lega, ovviamente, vota a favore, FdI si astiene (e dichiara di non credere ad una gran durata del governo) e FI vota contro e manifesta l’identico disprezzo degli oppositori di “sinistra”. In realtà, temo che i “tre Caballeros” si siano divisi i compiti; marciando separatamente e poi magari pronti, appena possibile, a colpire uniti. Mi sbaglierò (e spero sia così), ma ho il forte dubbio che il governo tirerà avanti, se tutto va bene, fino alla prossima primavera. In ogni caso, quando avremo nuove elezioni, il gruppo dirigente pentastellato (salvo Di Battista, tenutosi di riserva) non potrebbe presentarsi al voto avendo già due legislature alle spalle. Dovranno escogitare qualche scusa, che comunque potrebbe avere effetti di delusione sul loro elettorato, effettivamente “primitivo” e depoliticizzato al massimo, sempre pronto ad urlare al giustizialismo, al moralismo, all’assistenzialismo, ecc. Politica, in specie estera, non mi sembra brillare troppo nella testa di questi elettori “grillini”. Si può tranquillamente accettare la Nato, la UE, gli avvelenamenti fasulli dell’ex spia russa, i prepotenti bombardamenti anglo-franco-americani sulla Siria, accusata di aver usato i gas, ecc. ecc.
Alla fine, dopo aver usurato i “5 stelle” – sperando che una parte dei loro votanti torni pure a “sinistra”, indebolendoli comunque – ho la sensazione che il centro-dx “unito” tornerà ad elezioni anticipate, sperando di aver “conquistato” la legge maggioritaria o almeno di poter ottenere il 40%, e magari qualcosa in più, dei voti. Intanto, la Lega, giocando al populismo (e anche con qualche fasulla simpatia per la Russia), tiene i rapporti con Bannon, che solo i cretini del nostro giornalismo pensano non conti più nulla, mentre si è semplicemente “liberato le mani” per lavorare ad una nuova Europa lontana da Obama-Clinton (o chi per loro) e vicina al nuovo establishment. Nel contempo, per ogni evenienza, il “nano” (con Tajani e altri “grandi personaggi” simili) tiene i rapporti con l’attuale vertice UE e con il PPE (al momento il maggior partito del Parlamento europeo; dopo le prossime elezioni, ormai vicine, speriamo non sia più così). Si gioca su tanti tavoli, con le “tre carte” sempre pronte a girare vorticosamente su di essi. Certamente, se gli eventi volgeranno come temo, i pentastellati faranno il possibile per far ricadere sui leghisti la colpa del fallimento governativo e del nuovo ricorso alle urne. Si vedrà come condurranno il gioco. Per quanto abbastanza sprovveduto, sono convinto che il gruppo dirigente di tale partito sospetti quello che potrebbe combinare la Lega. Finge buona sintonia con quest’ultima, ma immagino (a meno che non sia proprio composto da sprovveduti) che si tenga pronto alle possibili (e a mio avviso probabili) evenienze.
Per il momento atteniamoci all’interno. Noto solo per ultimo che hanno “santificato” il presdelarep in tutti i media. E anche i nuovi governanti, alla fine, sono stati a questo squallido gioco. La massima autorità dello Stato mi sembra aver condotto i giochi seguendo indicazioni provenienti da “ambienti” ben diversi da quelli che rappresenta. Comunque, è tutto come sempre: siamo un paesello e lo constateremo assai presto. E’ sempre più chiaro che usciremo “alla grande” solo quando nascerà una forza capace di ripulire il paese dai veri ambienti purulenti che massimamente lo infettano: i “sinistri” e i “berlusconiani”. E non certo con il voto e ancor meno usando “i pannicelli caldi”, bensì il “bisturi”. Tempo al tempo, la storia sarà ancora lunga.
P.S.
Ci siamo scordati una questioncella mica tanto irrilevante: lo scontro su Paolo Savona, motivo principale del conflitto tra Quirinale e partiti che stavano formando il governo, conflitto che a momenti faceva saltare tutto. Il prof. in oggetto è vicepresidente dell’Aspen Institute ed è filo- americano al 100/%. Ha avuto il coraggio di stabilire, con riferimento alla Germania (cui è nettamente ostile), una linea di continuità tra nazisti (che volevano conquistare gran parte del mondo ed essere la nazione dominante) e Democrazia Cristiana (cui appartiene la Merkel e il cui primo grande dirigente, Adenauer, è uno dei “padri dell’Europa” finanziati dalla CIA, come dimostrato nei documenti ritrovati e pubblicati nel 2000 da Joshua Paul, ricercatore americano della Georgetown University). Anche uno studente delle elementari non direbbe una sciocchezza simile. Ma Savona non è sciocco, è semplicemente uno di quei “diversamente” filo-Usa, di cui parliamo nel video. E’ fermamente a fianco dell’establishment che ha espresso Trump, il quale ha fortemente riallacciato i legami con Israele (attaccando con violenza l’Iran), paese che potrebbe essere quello cui il prof. Savona è più vicino. Quindi, l’ostinazione salviniana su tale personaggio, quale ministro dell’economia, mostra bene gli equivoci che si stanno creando per confondere la popolazione italiana. Non esiste alcuna forza che veramente miri ad un rapporto preferenziale con la Russia rispetto agli Stati Uniti. Semplici “giochi di specchi” (come quelli del berlusca, ex “grande amico” di Putin) per confondere le idee agli italiani.

America First non significa isolazionismo(conseguenze sull'Italia)


Introduzione al pensiero marxista di Gianfranco La Grassa secondo Costanzo Preve

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