Interventi di Gianfranco La Grassa

Intervista a Gianfranco La Grassa (21-11-18) Basta con l'economicismo, consapevole scelta reazionaria (13-10-18) Continuiamo, che fatica riunire le forze(22-8-18) O una svolta o l'immondizia dilagante(2-8-18) Non fine ma prosieguo messinscena (03-06-18) Pur nell'incertezza il gioco si fa chiaro (14-05-18) Basta con questa meschina politica(19 4 18) Smettiamola di tergiversare(14-4-18) Addosso ai criminali che si fingono liberatori(12-4-18) Le mene elettorali (7-2-18) Sintomo dopo sintomo (7-02-18) Le miserie di questa Italia e(02-02-18) Il gioco continua(09-01-18) Che esaltanti elezioni! (el.Sicilia)(07-11-17) Quali nuovi conflitti e..?(07-10-17) Arriviamo preparati alla nuova(10-7-17) E adesso si vuol capire?(05-06-17) Di Trump...in Trump(21-05-17) Una nuova guerra fredda?(13-05-17) Alcune verita' che sembrano(30-04-17) En marche ..Con i pigmei..(26-04-17) Cominciamo a dirci alcune verita'


LE MENE ELETTORALI

(fonte Conflitti e strategie)


figure
action figure
statue
resolution shop.it tante
offerte
Statuine
collezione
Bandai
Banpresto
Good Smile
Diamond S.
Hot Toys
Squarenix
pronta consegna
Furyu
DC Comics
Ubisoft
Kotobukiya
Funko
Mezco,Neca
Game of Thrones
McFarlane resolution

Questo è uno dei primi articoli del Prof. Gianfranco La Grassa, economista e saggista, che viene ospitato in questo sito. Gianfranco La Grassa è professore emerito di politica economica alle università di Pisa e Venezia(quì una sua breve biografia con le ultime sue pubblicazioni). Ha scritto decine di saggi pubblicati con le più importanti case editrici italiane, da Editori riuniti a Feltrinelli, e parecchi suoi studi hanno avuto traduzioni in varie lingue.

Per fare conoscere il pensiero di Gianfranco La Grassa viene pubblicato in altre pagine una introduzione che scrisse qualche anno addietro il compianto Costanzo Preve.

LE MENE ELETTORALI


24 febbraio 2018.
A “Matrix”, il “badoglio” ha affermato – oltre alla faccenda sulla speculazione, ecc. – che lui conta di arrivare al 25% e il cdx al 45%. O è deficiente, e non credo sia arrivato alla completa demenza senile, oppure sta dicendo pari pari quanto intende fare. Vuole comunque avere più voti di Salvini e Meloni insieme (e il primo ha pure il suo Jago in casa: Maroni). Dopo di che, si procederà a tentare il “governo del presidente” (per dirla alla d’Alema) o, detto più terra terra, dell’“inciucio”. A “Linea notte”, poco fa, ho però sentito dire che, dai sondaggi attualmente in circolazione (presso i giornali restii a stampare quelli più realistici), Pd e F.I. insieme non dovrebbero avere i numeri sufficienti. Quello che in molti si aspettano è l’appoggio di LeU al suddetto governo del pateracchio. Adesso tra questo “distaccamento” del Pd e la “casa madre” è forte la polemica. E perché? La risposta è molto semplice. Ci sono fior di elettori della vecchia tradizione di “sinistra” che non sopportano Renzi; si asterrebbero se capissero dove andranno a finire i loro voti. Il “distaccamento” deve recuperarli; poi, quanti più voti riuscirà ad avere, tanto più otterrà dai “partiti dell’inciucio” per porre in atto il progetto pienamente appoggiato anche dai vertici della UE. Anche così, tuttavia, è difficile il conseguimento dei voti per l’inciucio. C’è però, come già detto, l’Jago della Lega e svariati voltagabbana pronti a passare da un campo all’altro. L’unica reale alternativa potrebbe essere che Lega e “5 stelle” la smettano di guardarsi di traverso (ma adesso comunque lo devono fare) e accertino se i loro numeri possono bastare. Sarebbe indispensabile, io credo, che anche la Meloni entrasse nella partita; e ciò potrebbe esserle difficile e magari perderebbe parlamentari se lo volesse fare. In ogni caso, il fuoco di fila, concentrico, contro i “5 stelle” (cui, si sarà notato, non partecipa la Lega) è dovuto alla preoccupazione del “vile nano” di non poter ottemperare alla promessa fatta ai vertici UE di “battere i populisti” e di fare un governo di assoluta fedeltà europea. Tutto si può raccontare salvo che questo ceto, che di politico non ha un bel nulla, stia pensando agli interessi del paese. In ogni caso, il nemico da battere, inutile fare confusione in merito, è proprio il "traditore" di sempre, la "quinta colonna" nel centro-dx. Se costui arrivasse dietro la Lega, opererebbe egualmente i suoi sporchi disegni, che sarebbero in tal caso molto più difficoltosi. E pure i vertici UE potrebbero indispettirsi e togliergli ogni stampella.



Giù 4 grafici dei sondaggi relativi alle elezioni politiche del 4 marzo 2018. C'è da dire che negli ultimi tempi i sondaggi(vedi brexit, referendum italiano, Trump) non hanno azzeccato i risultati. Probabilmente i sondaggisti non hanno tenuto in considerazione gli incerti e coloro che si sono decisi ad andare a votare solo negli ultimi giorni, se non ore.

Grafico riportato da ilsole24ore.com che sintetizza un sondaggio di Demetra di metà febbraio 2018

Grafico riportato da ilsole24ore.com che sintetizza un sondaggio di Demetra di metà febbraio


Clicca sulle voci sottostanti per vedere i grafici dei sondaggi pre - elezioni politiche del 4 marzo 2018 1 - Grafico riportato da ilsole24ore.com che sintetizza un sondaggio di Demetra di metà febbraio 2018
2 - Grafico riportato da huffingtonpost.it che sintetizza un sondaggio di IXE circa la propensione al voto per fasce d'età
3 - Grafici riportati da termometropolitico.it che esprime i risultati di alcuni sondaggi pre-elettorali

24 febbraio 2018. Dai grafici soprastanti si arguisce che il M5S dovrebbe essere il partito che raccoglierà più voti. Inoltre che la coalizione del centro destra dovrebbe raccogliere più voti rispetto alle altre coalizioni e che comunque per governare dovrebbe avere un sostegno esterno. La situazione è ancora fluida se si considera che tra il 40 e il 50% degli italiani non ha ancora deciso per chi votare e se andare a votare. LeU raccoglierà i voti di sinistra che negli ultimi tempi si sono riversati su 5S? Il 5S riuscirà, se primo partito ad urne chiuse, a trovare un dialogo costruttivo con altri partiti per guidare il paese?(ndr)