Videogiochi in uscita



recensioni da eurogamer.it

Recensione n. 1
Legend of Mana - recensione

Seiken Densetsu è il titolo giapponese della serie conosciuta in occidente come "Mana", nata come derivazione portatile di Final Fantasy. A differenza della più celebre saga Square Enix, che al titolo principale ha aggiunto quasi sempre solo un numero, i titoli di questa saga sono sempre cambiati. Il primo, Mystic Quest, venne distribuito negli Stati Uniti come Final Fantasy Adventure, ma dal secondo in poi e relativi spin-off si è passati attraverso segreti (Secret of Mana), prove (Trials of Mana), eroi (Heroes of Mana) e via dicendo.

Dopo un lungo periodo di silenzio, nel 2006 il publisher giapponese tentò di rivitalizzare il franchise con World of Mana, una compilation di cinque giochi che invasero una miriade di piattaforme, dal Nintendo DS ai dispositivi mobile, facendo anche una puntata su PS2 con Dawn of Mana e allargandosi anche verso il mondo dei Manga. L'operazione non ebbe un successo memorabile e seguì un altro periodo di stop, conclusosi tre anni fa con l'arrivo di Secret of Mana HD e successivamente con il total-remake di Trials of Mana.

I due titoli appena citati hanno avuto il merito di risvegliare l'interesse del pubblico più fedele di Square Enix, che ha gradito la possibilità di rigiocare quei JRPG anche sulle macchine più moderne. Allo stesso target è rivolto oggi Legend of Mana, versione restaurata del gioco uscito oltre 20 anni fa su PlayStation, uno spin-off che all'epoca riprese buona parte delle meccaniche di gioco dei predecessori introducendone altre inedite.

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Data articolo: Tue, 22 Jun 2021 15:00:00 +0200


Recensione n. 2
Hood: Outlaws & Legends - recensione

Nella storia della letteratura mondiale esistono poche leggende affascinanti come quella di Robin Hood. L'idea di un nobile decaduto che si oppone alle ingiustizie rubando ai ricchi per dare ai poveri in modo da riportare equilibrio nella distribuzione delle ricchezze tra i popoli è indubbiamente un concetto intrigante che, nel corso dei secoli, ha ispirato ballate, romanzi, opere teatrali e, ovviamente, una marea di film.

Il mondo dei videogiochi, nemmeno a dirlo, non fa eccezione e conta una pletora di titoli dedicati alla banda della Foresta di Sherwood, in perenne lotta con le autorità di Nottingham e con lo spietato sceriffo, artefice di continue vessazioni ai danni dei poveri cittadini.

Proprio a questa figura mitologica è dedicata l'ultima opera della divisione di Newcastle di Sumo Digital, azienda inglese già salita agli onori delle cronache per aver lavorato su Little Big Planet 3 e Crackdown 3, tra le altre cose.

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Data articolo: Tue, 22 Jun 2021 10:00:00 +0200


Recensione n. 3
Dungeons & Dragons: Dark Alliance - recensione

Dungeons and Dragons nel corso degli anni ha creato un multiverso vasto e complesso, composto da moltissimi piani di esistenza e mondi diversi, creando svariate opzioni per gli appassionati del gioco da tavolo, e senza dubbio anche per il mondo digitale.

Ma nonostante tutta questa libertà di scelta, passando da mondi popolati da draghi ad ambientazioni sci-fi fantasy, Forgotten Realms sembra essere di gran lunga il più sfruttato degli scenari, con innumerevoli giochi all'attivo (la saga di Baldur's Gate e di Neverwinter giusto per citarne due) e una pletora di libri volti ad espandere sempre più questo universo, aggiungendo spessore a personaggi famosi e una scelta sempre più vasta di luoghi da esplorare.

Proprio da uno di questi libri (scritto da R. A. Salvatore nel 1988), nacque il personaggio principale di Dark Alliance, l'elfo scuro Drizzt Do'Urden, e il suo gruppo di amici composto da Wulfgar il barbaro, Bruenor il sovrano del clan nanesco Battlehammer e Cattie-brie, arciere umana figlia adottiva di Bruenor e con un legame affettivo molto forte per Drizzt.

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Data articolo: Mon, 21 Jun 2021 18:00:00 +0200


Recensione n. 4
Monster Hunter (film) - recensione

Milla Jovovich avrebbe potuto essere un'attrice diversa, se non fosse finita nel filone degli action tratti da vari videogame? Non lo sapremo mai, ovviamente, e ce la ritroviamo oggi davanti in un ruolo copia-incolla, protagonista del film Monster Hunter, tratto dal celeberrimo videogioco Capcom.

A dirigerlo troviamo quel Paul W. S. Anderson, al quale non abbiamo ancora perdonato il Mortal Kombat del 1995, che si è poi dedicato alla saga Resident Evil dove i risultati sono stati assai altalenanti. Compagno della stessa Milla dal 2003, l'ha voluta protagonista dei suoi film, imprimendo alla sua carriera di attrice questa svolta muscolare.

Una pattuglia di tostissimi marines (in pochi minuti, stereotipi a palla), sotto il comando della badass Artemis (Jovovich), mentre soccorre un convoglio di colleghi spariti nel deserto finisce in un portale temporale e si trova catapultata in un universo parallelo, dove viene subito attaccata da un gigantesco mostro, che provoca la prima selezione fra i personaggi.

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Data articolo: Mon, 21 Jun 2021 12:00:00 +0200


Recensione n. 5
R-Type Final 2 - recensione

Correva l'anno 1987 quando il mondo videoludico stava emergendo da un miscuglio di pixel e arte astratta con i giochi per Atari (e rivali), ancora scosso da un fenomeno che all'epoca sembrava qualcosa di passeggero. Una perdita di tempo come tante altre che avrebbe fatto moda per qualche stagione, ma che poi si sarebbe sciolta come neve al sole, un po' come collezionare farfalle e francobolli.

Quell'anno Contra, Double Dragon, Final Fantasy, Metal Gear, The Legend of Zelda, Street Fighter e After Burner apparvero sui nostri schermi catodici o nelle sale giochi in tutto il mondo, inondandoci con musiche a 8 e 16 bit incalzanti e flash psichedelici al limite dell'epilessia.

In pochi si ricordano però che il 1987 fu anche l'anno di R-Type, uno sparatutto a scorrimento orizzontale che fece la storia (e creò numerosissimi cloni), scalzando dal trono Gradius. Con una musica indimenticabile, una difficoltà ai livelli dell'impossibile (solo sorpassato da Project X della storica casa Team 17) e un gameplay frenetico che richiedeva spesso una precisione millimetrica, R-Type fece impazzire milioni di giocatori con gran parte dei critici del settore unanimi nell'incoronarlo come migliore sparatutto del momento.

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Data articolo: Mon, 21 Jun 2021 10:00:00 +0200


Recensione n. 6
Logitech G PRO X Wireless - recensione

Quest'oggi ci occupiamo di un altro prodotto della linea PRO di Logitech dedicata ai professionisti degli eSport, ovvero l'headset PRO X Wireless. Si tratta di un set di cuffie senza fili con surround 7.1, tecnologia DTS 2.0. Il dispositivo si collega tramite un protocollo wireless, più veloce e reattivo di quello Bluetooth e in più adotta il sistema di trasmissione Lightspeed brevettato da Logitech. Si tratta di un sistema professionale che a detta del produttore riesce a minimizzare la latenza fino a renderla addirittura trascurabile e diventare veloce come un collegamento wired.

Iniziamo dalla confezione e dal suo contenuto. Come potete vedere dal nostro video unboxing qui allegato, all'interno della scatola di cartone rigido troviamo le imbottiture in similpelle con memory foam già installate, delle imbottiture aggiuntive in tessuto traspirante, un adattatore USB wireless Lightspeed, il microfono rimovibile con schermo antivento in schiuma, un cavo di ricarica USB-A/USB-C da 1,8 m, una custodia in materiale sintetico elastico per il trasporto e la documentazione per l'utente.

Prendendo in mano le cuffie si percepisce subito un feeling premium di notevole qualità: tutto il passante è rivestito in memory foam e similpelle, gli stessi materiali che rivestono i padiglioni, mentre il telaio e la forcella sono in alluminio, distribuendo bene il peso senza occupare molto volume. Due cordoncini molleggianti sostengono obliquamente i padiglioni per consentire flessibilità e un'angolazione massima di 30° verso l'interno, e questo permette una buona vestibilità.

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Data articolo: Sun, 20 Jun 2021 15:30:00 +0200


Recensione n. 7
Omicidio a Easttown - recensione

Come mai anche il paesino più idilliaco, la cittadina più linda e ordinata deve essere presidiato da un posto di Polizia? Perché dove si crea un insediamento umano, dove la gente risiede, vive e lavora, prima o poi ce ne sarà bisogno. Diciamo questo per incrollabile pessimismo? No, siamo supportati dalla storia, dalla cronaca.

Nella serie tv Mare of Easttown, Mare è il nome di battesimo della detective Sheehan, ex promessa sportiva locale, poliziotta disincantata di una comunità suburbana che, se fosse come il luogo che abita, non dovrebbe avere problemi. Siamo in Pennsylvania e la cittadina infatti è piacevole, belle casette ben tenute lungo ordinate stradine, villette e prati verdi, intorno boschi e corsi d'acqua. Ma il buio di certe anime, l'infelicità di altre, riesce a sporcare qualunque situazione. Bisognerebbe accorgersene in tempo.

Nel paesino da un anno è scomparsa una ragazza e le indagini non hanno dato risultati. Un altro caso però agita le già poco tranquille acque in cui nuota Mare, in crisi personale dopo un divorzio sofferto e la scomparsa del problematico figlio, che le ha lasciato un nipotino cui fare da madre. Un'altra ragazza è vittima di un crimine, anche se qui la ricerca dei colpevoli sembra prendere una direzione diversa. Dopo poco un'altra ancora scompare, con le modalità della prima della lista, a confondere le indagini.

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Data articolo: Sat, 19 Jun 2021 10:30:00 +0200


Recensione n. 8
Hearthstone: Caverna dei Lamenti - recensione

A inizio mese Blizzard ha rilasciato il nuovo mini-set collegato all'espansione "Forgiati dalle Savane". Parliamo di 35 nuove carte utili a spezzare il meta e a portare una ventata di aria fresca in attesa del prossimo capitolo, previsto per agosto. Noi di Eurogamer ci siamo presi il nostro tempo per analizzarle e capire se effettivamente gli sviluppatori siano riusciti nel loro intento.

Fino ai primi giorni di giugno Hearthstone è stato dominato da Uther: il Paladino sembrava essere impossibile da contrastare grazie a numerose carte efficienti, potenti e sinergiche. Dall'uscita del mini-set però la situazione è cambiata ma il dubbio è se sia stato merito delle nuove carte o dell'ennesimo bilanciamento uscito in contemporanea.

Probabilmente entrambe le cose hanno lavorato in sinergia per arrivare ad un risultato accettabile: il Paladino è ancora una classe molto forte ma finalmente Thrall lo sciamano è tornato competitivo e il meta ha ricevuto "lo scossone" che ci voleva, anche se non tutti sono stati accontentati.

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Data articolo: Fri, 18 Jun 2021 10:00:00 +0200


Recensione n. 9
Minute of Islands - recensione

Esiste una figura tanto rilevante quanto, ormai, sottovalutata: il prescelto. Questo tipo di personaggio viene coinvolto in situazioni terribilmente delicate, talvolta contro la sua stessa volontà. Il peso del mondo grava sulle sue spalle fragili; il motivo per cui sia stato scelto proprio lui è ignoto, ma è probabilmente una delle decisioni più dolorose e pericolose. Si ritrova infatti a dover decidere del destino altrui, ma chi è stato a scegliere il suo? Ebbene, queste storie a volte finiscono con un sacrificio, altre con battaglie colossali ma dal lieto fine.

Il focus è sempre incentrato sull'evoluzione del personaggio, sul senso di responsabilità che va aumentando progressivamente e su quanto possa sembrare, a volte, perfetto. Certo, quelle storielle sono interessanti, confortevoli, rassicuranti: ci insegnano il valore della forza, della determinazione e del coraggio. Il punto è che... il prescelto è tutt'altro che perfetto. Talvolta non è neanche in grado di prendersi cura di se stesso, e oltre al peso della sua stessa esistenza grava anche quello della sua famiglia, nonché del mondo intero.

Inizia così una messinscena lentamente fatale, piena di bugie e maschere. Quella persona non è forte, bensì deve esserlo. Non può permettersi di mostrare cenni di debolezza, e a lungo andare tutto ciò può portare a conseguenze devastanti. Minute of Islands vuole porci una storia alternativa, che va al di là dei classici stereotipi. È un gioco che sceglie di scavare nelle viscere dei ricordi, e che ci proietta nei labirinti orrendi dell'ansia e del trauma. Mo, protagonista di questo titolo, come potrete capire non è la solita prescelta, e questa non è la solita storia.

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Data articolo: Thu, 17 Jun 2021 10:00:00 +0200


Recensione n. 10
Lupin 2 - recensione

Avvertenza: la recensione contiene spoiler degli episodi precedentemente pubblicati

Arriva su Netflix l'attesa seconda stagione di Lupin, geniale rivisitazione-omaggio del famoso personaggio, protagonista di 17 romanzi di Maurice Leblanc (e 39 racconti) e non della serie giapponese.

Il travolgente Omar Sy è Assane Diop, ladro-gentiluomo aggiornato allo stile Ocean's Eleven, che come missione si è dato il riscatto dell'amatissimo padre ingiustamente accusato di furto da una perfida famiglia, i Pellegrini, che sembrava averli accolti da emigranti fuggiaschi quali erano negli anni '90.

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Data articolo: Wed, 16 Jun 2021 10:00:00 +0200


Recensione n. 11
Virtua Fighter 5 Ultimate Showdown - recensione

Ricordate quello spigolosissimo picchiaduro che SEGA lanciò nelle sale giochi di tutto il mondo nei primi anni '90? Forse voi no ma chi vi scrive sì, rimanendo a bocca aperta dinanzi a Virtua Figher, ovvero uno dei primi fighting game tridimensionali in assoluto.

Nell'epoca in cui Street Fither e Mortal Kombat regnavano e rasentavano la perfezione dei picchiaduro bidimensionali, AM-2 e SEGA stupirono il mondo aprendo questo genere alla terza dimensione.

Quel titolo, inoltre, fece da capostipite alla nascita di diverse serie di giochi multidiscipilnari denominati "Virtua" (che stava per tridimensionale) come Virtua Racing, Virtua Tennis, Virtua Sriker e via dicendo.

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Data articolo: Tue, 15 Jun 2021 12:00:00 +0200


Recensione n. 12
Sniper Ghost Warrior Contracts 2 - recensione

Da tempo CI Games tenta di primeggiare nel panorama degli stealth tattici, un genere per niente facile da gestire e innovare, provando a scalzare dal podio l'agguerrita Rebellion e la serie Sniper Elite, la simulazione in terza persona definitiva che ci ha condotto negli scenari più iconici della Seconda Guerra Mondiale.

Con Sniper Ghost Warrior Contracts 2, prosieguo diretto dell'altalenante titolo del 2019, il team polacco ci porta in una terra in conflitto prosciugata dagli interessi economici dell'Occidente: il Medio Oriente. Prima che pensiate di essere di fronte a una guerra su vasta scala come siamo stati abituati nel corso dell'ultima decade, sappiate che il conflitto nella regione fittizia del Kuaram, al confine tra il Libano e la Siria, non è ancora scoppiato, ma basta una scintilla per innescarlo.

Per impedire che ciò accada non servono parole e neppure giochi di potere: serve qualcuno che sappia uccidere; non importa in che modo o da quale distanza, ma che lo faccia e lo faccia bene.

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Data articolo: Tue, 15 Jun 2021 10:00:00 +0200


Recensione n. 13
Open Country - recensione

Immaginate di poter vivere un'avventura come quella di Christopher McCandless, conosciuta anche grazie alla pellicola di Sean Penn, Into the Wild, abbracciando la natura a 360 gradi e respirando a pieni polmoni la libertà, dove la sopravvivenza dipenderà solo dalle vostre conoscenze sulle insidie che la popolano.

Seppur meno cinematografico, il concept che il team di Fun Labs ha deciso di mettere in campo si avvicina molto a quell'idea di esplorare paesaggi incontaminati e vivendo privi di qualsiasi tipo di interferenza provenienti dal mondo civilizzato.

Open Country si presenta come un manifesto ad una vita che vuole lasciarsi alle spalle il trambusto delle grandi città e di qualsivoglia comodità. Trattandosi di un videogioco con sfumature che vanno dal genere action al survival, le sensazioni che proverete saranno sicuramente diverse rispetto ad un'avventura nella natura selvaggia.

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Data articolo: Fri, 11 Jun 2021 10:00:00 +0200


Recensione n. 14
Chicory: A Colorful Tale - recensione

È raro trovare videogiochi che scelto un concept riescano a valorizzarlo fino in fondo, esplorando un tema e rivoltandolo più e più volte come un calzino. Greg Lobanov c'era già riuscito con Wandersong, un rhythm game e puzzle-platform su un bardo girovago. Con Chicory: A Colorful Tale l'autore diventa più ambizioso e aumenta la scala dell'offerta ludica, con una mappa esplorabile in piena tradizione zelda-like. Questa volta si parlerà di arte, pittura e insicurezze di artisti in cerca della perfezione.

Lebanov s'è scelto dei collaboratori di tutto rispetto. Troviamo infatti Em Halberstadt e A Shell in the Pit (effetti sonori per Night in the Woods e Untitled Goose Game). Alle musiche Lena Raine, fresca dall'esperienza con Celeste. Altri collaboratori con un ruolo chiave sono stati Alexis Dean-Jones e Madelin Berger, che figurano come co-sviluppatori. Considerando che siamo di fronte a una produzione indie, la scelta di presentarsi senza un nome da team per bandiera è segno del desiderio di voler costruire un videogioco molto personale, intimo, se non proprio autoriale.

L'incipit è semplice ma solido. Un pennello magico passa di generazione in generazione e chi lo eredita ha il compito di colorare il mondo. L'artista degli artisti in carica, Cicoria, abbandona il pennello, finché Pizza non lo raccoglie e un misterioso cataclisma sconvolge la regione di Picnic privandola dei suoi colori. Comincia così un'avventura per comprendere i poteri di quest'antico strumento e una delicata storia di amicizia tra artisti sommersi da dubbi e obiettivi irraggiungibili.

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Data articolo: Thu, 10 Jun 2021 22:00:00 +0200


Recensione n. 15
Ninja Gaiden: Master Collection - recensione

È difficile spiegare in poche parole quanto sia stato importante il brand di Ninja Gaiden per il genere action videoludico perciò la cosa più sensata da fare è partire da alcuni cenni storici. La serie affonda le proprie radici nel lontano 1988 quando è stato distribuito sui cabinati arcade di tutto il mondo un primo episodio pilota sotto diversi nomi: Ninja Ryukenden in Giappone, Shadow Warriors in Europa e Ninja Gaiden in Nord America.

In principio si trattava di un side scroller simile al leggendario Double Dragon che metteva il giocatore nei panni di un guerriero ninja senza nome che doveva attraversare le strade di alcune città degli USA nel tentativo di sgominare un potente culto malvagio.

Il vero successo, però, è stato raggiunto solo qualche mese dopo, quando la saga è approdata sui lidi dell'8-bit di Nintendo, il NES. Qui il ninja in copertina ha preso il nome di Ryu Hayabusa, l'ultimo erede del clan del Drago Nero, e la struttura ludica è stata pesantemente modificata per assumere i connotati da action/platformer, genere tanto in voga in quegli anni.

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Data articolo: Thu, 10 Jun 2021 15:00:00 +0200


Recensione n. 16
Nvidia GeForce RTX 3070Ti - recensione

È stato un inverno molto duro per i videogiocatori. La pandemia e relativi lockdown in tutte le nazioni del pianeta non solo hanno messo a dura prova le economie e la vita sociale di tutto il mondo, ma hanno anche creato grossi problemi per quanto riguarda l'approvvigionamento della componentistica necessaria a un ampio spettro di prodotti, in particolare i dispositivi elettronici. La crisi dei semiconduttori ha tagliato nettamente la produzione delle nuove console ma anche delle schede video: questo, unito a una grande richiesta da parte dei miner di criptovalute, ha creato una carenza di acceleratori grafici che ha fatto schizzare i prezzi alle stelle di tutto il comparto, anche dell'usato.

Ricordate la nostra recensione della Nvidia GeForce RTX 3070? All'epoca Nvidia la proponeva a 500 euro ma è stato subito chiaro che pochissimi sarebbero riusciti ad accaparrarsela a quel prezzo: oggi, ammesso di riuscire a trovarla, una 3070 non si trova per meno di 1200 euro, per non parlare delle versioni superiori che raggiungono facilmente cartellini di prezzo degni di un paese in bancarotta con inflazione galoppante a tre cifre. In un contesto del genere molti hanno criticato la decisione di Nvidia di andare avanti con il suo piano marketing e proporre sul mercato la gamma Ti ovvero le versioni "spinte" delle schede video standard lanciate sul mercato sette mesi fa.

Oggi siamo qua a recensire proprio l'evoluzione di quel prodotto che molto ha in comune con la sua sorella minore ovvero la 3070Ti, anch'essa basata sull'architettura Ampere. Si tratta di una scheda che esteticamente non presenta differenze e sostanziali dalla sua progenitrice ed è quasi identica, almeno nella versione Founder's Edition, a quella da noi recensita all'epoca. All'interno della confezione troviamo sempre il cavetto che converte i sei pin di alimentazione standard in uscita dall'alimentatore in un dodici pin proprietario della scheda. La scheda occupa chiaramente due slot PCI Express e mette a disposizione dell'utente una porta HDMI e tre displayport per quanto riguarda le uscite video.

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Data articolo: Wed, 09 Jun 2021 15:00:00 +0200


Recensione n. 17
Ratchet & Clank: Rift Apart - recensione

Il team di Insomniac è senza alcun dubbio tra quelli che, negli ultimi anni, ha più saputo far parlare di sé. Prima con uno spettacolare Spider-Man, che oltre a riportare in vita l'arrampicamuri più famoso del mondo ha infranto ogni possibile record di vendita, successivamente con l'acquisizione da parte di Sony.

Infine, con il lancio di Playstation 5, proponendosi come primo studio first party a pubblicare un titolo degno della nuova generazione, ossia Ratchet & Clank: Rift Apart. Alte erano le aspettative che ruotavano attorno a questo progetto, tanto per l'elevato interesse nei confronti di un hardware che cela ancora molti segreti, quanto per l'atteso ritorno di una saga storica.

Il racconto inizia con una sfarzosa celebrazione dedicata interamente a Ratchet e Clank, con lo scopo, chiaramente, di ringraziare i due eroi per aver salvato l'universo per l'ennesima volta. Con la scusa di sfoggiare i talenti del Lombax, al giocatore viene proposto un simpatico tutorial utile per riprendere dimestichezza con i comandi di gioco.

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Data articolo: Tue, 08 Jun 2021 16:00:00 +0200


Recensione n. 18
Guilty Gear Strive - recensione

L'arte del combattimento può essere interpretata come metafora della vita stessa: spesso basta un solo colpo ben assestato per portare a casa la vittoria ed essere illuminati dalle luci della ribalta. Ed è un po' quello che è successo negli ultimi tempi ad Arc System Works, lo studio di sviluppo nipponico che, in oltre trent'anni di carriera, si è specializzato nella creazione fighting game profondi, calibrati al millimetro, ideati per un pubblico estremamente esigente e competitivo.

La strenua volontà di perseguire il tecnicismo più sopraffino, tuttavia, ha inevitabilmente innalzato una ripida barriera di ingresso nelle loro opere relegandole ad una ristretta nicchia di appassionati dotati del tempo, dell'abilità e della voglia necessari per padroneggiare sistemi di lotta così tanto complessi. E poi, all'improvviso, arriva quel colpo decisivo di cui vi parlavamo in apertura, un titolo capace di attirare i riflettori di un pubblico decisamente più ampio grazie anche all'innegabile potenza del marchio stampato in copertina: Dragon Ball FighterZ.

A differenza di tutte le incarnazioni passate delle avventure di Goku e compagni, FighterZ si presentava come un picchiaduro a incontri piuttosto tecnico e stratificato seppur dotato di una serie di automatismi che lo rendevano parecchio più accessibile rispetto alla media delle produzioni di Arc System Works ma comunque incredibilmente difficile da padroneggiare ai livelli più alti.

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Data articolo: Tue, 08 Jun 2021 10:00:00 +0200


Recensione n. 19
The Conjuring 3: L'ordine del diavolo - recensione

Ipotesi A: il Diavolo esiste, si impossessa di chi vuole e lo induce a compiere azioni orribili. Ipotesi B: il Diavolo non esiste e chi compie azioni orribili lo fa da solo, perché o è un criminale o è malato di mente. Ma la Legge, anche se in tribunale fa giurare sulla Bibbia, è laica e non può contemplare che una presunta possessione demoniaca sia un alibi per scampare a una giusta condanna.

Nel 1981 in Connecticut, il giovane Arne Johnson (storia vera) ammazza a coltellate un suo conoscente e il suo avvocato in tribunale sostiene che non può essere condannato a morte, perché si trovava sotto possessione demoniaca. Bizzarra e insolita tesi, che ha però parzialmente funzionato. E qui entra in campo la celeberrima coppia formata da Ed e Lorraine Warren, per alcuni famosi ricercatori del sovrannaturale e scrittori, per altri semplici ciarlatani di successo. Della loro esistenza James Wan non può che essere grato, visto che ci ha costruito sopra un franchise che va avanti dal 2013, sei film con lo spin off della bambola Annabelle (anche gli eredi della Famiglia Warren ringraziano).

Ha iniziato nel 2013 con The Conjuring - L'evocazione, poi hanno seguito Annabelle, The Conjuring - Il caso Enfield, Annabelle 2, The Nun - La vocazione del Male e Annabelle 3.Visto che in precedenza la famiglia della fidanzata di Johnson era entrata in contatto con i Warren per commissionare loro un esorcismo sul figlio più piccolo (pessimo ambiente insomma), Ed e Lorraine si prodigano per dimostrare la veridicità di questa strategia difensiva. Guidati dalle visioni di Lorraine, inizieranno un'indagine che li porterà all'origine degli eventi, nel tentativo di spezzare un'altra catena del Male, rischiando come sempre in prima persona.

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Data articolo: Sat, 05 Jun 2021 12:15:00 +0200


Recensione n. 20
GTX 1155 Rally Racing Simulator Seat - recensione

Trust, nota azienda olandese fondata nel lontano 1983 è presente sul mercato con accessori informatici dal buon rapporto prezzo/prodotto. Offre diverse soluzioni che vanno dalle borse per portatili alle poltrone da ufficio. Negli ultimi anni ha sviluppato una sezione dedicata al gaming con una linea di prodotti destinata ai "pro". Proprio per questo motivo ha avviato partnership con alcuni rinomati giocatori per pubblicizzare la qualità dei propri prodotti.

Dopo aver sponsorizzato nel lontano 2003 il team di F1 Minardi e più recentemente il team Red Bull, si avvicina attivamente a questo settore sfornando la sua prima postazione simracing. Si tratta della GTX 1155 Rally Racing Simulator Seat: un prodotto entry-level, ma che piacerà sicuramente a mamme e mogli perché offre la possibilità di essere riposto ed occupare poco spazio. Il packaging è di buon livello: ogni pezzo è imbustato e incartato per bene, e la postazione viene fornita di tutto il necessario ed anche di più per un montaggio confortevole come qualche bullone extra e le chiavi necessarie. Le diverse viti sono imbustate e catalogate con una lettera. Grazie alle semplici istruzioni illustrate si monta velocemente: In circa venti minuti si assembla tutto.

Con un peso totale di ventidue chilogrammi la GTX 1155 promette di poter ospitare persone con una corporatura che va dai 160 ai 200 centimetri di altezza e con un peso non superiore ai 150 chili grazie ad un sedile in pelle sintetica dalla seduta di confortevoli dimensioni (45x33cm). La seduta, di colore grigio scuro e con impunture a rombo beige, è impreziosita dal logo GTX sia sulla parte frontale sia sul retro del poggiatesta. Gli 80 centimetri di schienale possono essere ripiegati per occupare il minor spazio possibile. Lungo il punto in cui si snoda è stata applicata una protezione in gomma per evitare segni e lacerazioni ripiegandolo più e più volte nel tempo.

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Data articolo: Fri, 04 Jun 2021 20:07:00 +0200


Recensione n. 21
The Magnificent Trufflepigs - recensione

Chi ci segue sa quanto apprezziamo i titoli all'insegna della spensieratezza. Ebbene, in questi giorni abbiamo esplorato le suggestive campagne inglesi di una fattoria situata a Stanning. Il protagonista di questa nuova avventura è Adam, un uomo tanto misterioso quanto incredibilmente compassionevole e generoso. Il suo ritorno al paese d'infanzia, tuttavia, non è affatto casuale: la richiesta d'aiuto da parte di Beth lo spingerà a scavare in profondità. The Magnificent Trufflepigs, dal punto di vista prettamente interattivo, è in effetti incentrato sul metal detecting, ma il suo fulcro narrativo nasconde ben altro. Per ogni lembo di terra perlustrato, nel cuore di Beth si forma un groviglio di pensieri e dubbi; la vita che credeva di star costruendo diventa quindi un turbinio di sensazioni intrinseche terribilmente complesse.

Il gameplay è davvero semplice e basilare, ma Thunkd è riuscita a valorizzarlo con un intreccio narrativo piacevole e scorrevole. La presenza di dialoghi e di esplorazioni, quest'ultime suddivise nell'arco di una settimana, rendono l'esperienza di gioco decisamente più coinvolgente, andando a sfumare alcuni rischi tediosi. Le probabilità di poterci interfacciare con un titolo troppo ripetitivo erano infatti davvero alte, ma fortunatamente ci siamo ricreduti fin da subito. È un'avventura genuina e poco intricata che, con grande spontaneità, sfrutta il semplice utilizzo di un metal detector per raccontare la fragilità umana, nonché la voglia di avventura e spensieratezza. Ci addentriamo così nelle meravigliose terre pregne di ricordi, lasciandoci pervadere da un intenso vortice di sensazioni.

Il tepore del sole accarezza la nostra pelle mentre cerchiamo di scovare tesori nascosti, e ogni volta siamo incredibilmente eccitati al pensiero, quasi come se tornassimo bambini. Il suono di quello strumento tecnologico ci sbalordisce ogni volta, immaginando già quale manufatto antico potremmo trovare. Presi dall'euforia posiamo quindi il nostro fedele arnese e, premuniti di pala e paletta, iniziamo a scavare con entusiasmo. Questa meccanica è affascinante ma potenzialmente ripetitiva: sapere tuttavia di avere pochi giorni a disposizione, nonché un'intera fattoria da esplorare, non ci ha mai annoiato. Il tempo è infatti trascorso troppo in fretta, considerando anche la durata della batteria del metal detector che, dopo un po', ci ha costretto a riunirci con Beth. Questi momenti di transizione sono in realtà molto importanti, perché contribuiscono a donare una vera e propria identità al contesto narrativo. Oltretutto abbiamo potuto scegliere quali risposte dare durante le conversazioni, immergendoci maggiormente nella storia dei due protagonisti.

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Data articolo: Thu, 03 Jun 2021 12:30:00 +0200


Recensione n. 22
Sherlock Holmes: Chapter One - anteprima

In questi anni abbiamo vissuto diverse emozioni, e a volte abbiamo provato titoli così interessanti da lasciarci con grande stupore. Ebbene, esiste una percentuale di videogiochi in grado di incuriosirci così tanto da farci sentire vuoti una volta conclusa una demo. È esattamente ciò che abbiamo vissuto con Sherlock Holmes: Chapter One, nuova opera targata Frogwares dalle innumerevoli novità e sfaccettature.

Come potete capire, questo gioco ci ha incuriosito istantaneamente, nonostante le sbavature assolutamente normali di cui non ha neanche senso parlare ora. Due ore di gameplay non sono per niente bastate, difatti l'attesa sarà davvero ardua.

Partiamo dal principio: il nostro Sherlock, soprannominato Sherry, è ancora nel pieno della giovane età. Ha infatti ventun anni, perfettamente percepibili dal suo carattere ancora troppo peperino e irrazionale. Quando si tratta di investigare e di riflettere, tuttavia, la sua mente diventa un puro labirinto intrinseco; lo sa bene il suo amico Jonathan, dato che deve sorbirsi mille analisi di ogni genere.

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Data articolo: Wed, 02 Jun 2021 16:00:00 +0200


Recensione n. 23
Sweet Tooth - recensione

Dieci anni fa è arrivato il Morbo, con un'infettività paragonabile alla peste nera, e ha iniziato a sterminare l'umanità.

Nel drammatico caos di un coprifuoco imposto a forza per un vano contenimento, nelle culle dei reparti maternità cominciano a fiorire neonati ibridi fra razza umana e varie specie animali, come se la natura volesse ripulirsi degli umani tradizionali, dando inizio a una nuova specie.

Ma un uomo è già fuggito con il suo bizzarro piccino, nascondendosi sempre più in profondità nelle foreste dello Yellowstone, dove inizia una vita da antico pioniere accudendo il suo bambino fisicamente e spiritualmente. Ma niente dura per sempre e il ragazzino, che è ibrido con un cervo, si chiama Gus (Christian Convery), ha ormai dieci anni e si trova costretto a varcare i limiti che il padre gli aveva imposto, per nasconderlo a un mondo che poteva solo fargli del male.

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Data articolo: Wed, 02 Jun 2021 10:00:00 +0200


Recensione n. 24
The Sims 4: Arredi da sogno - recensione

Il 26 maggio Maxis ha esposto durante una livestream la roadmap che avrebbe definito questa estate 2021 per quanto concerne il popolare The Sims 4. Durante questa diretta ampio spazio è stato dedicato al nuovo Game Pack, Arredi da sogno, che va ad aggiungere a questo quarto capitolo una lista di contenuti aggiuntivi.

Questo prodotto, che vede protagonisti i tanto amati Sims, ha ancora molto da dire dopo un debutto ormai risalente al 2014, allontanando di fatto un vociferato seguito che sembra non essere previsto nel breve periodo. La conta di Game Pack, Expansion Pack e Stuff Pack è la più alta mia vista all'interno della saga e le novità sembrano non fermarsi, mettendo nuovamente a dura prova il portafoglio degli appassionati.

Arredi da sogno, come di consueto, introduce nuovi oggetti con cui poter arredare la propria casa e capigliature e abbigliamento inediti da sfoggiare, che approfondiremo in un secondo momento all'interno di questa recensione. Il focus principale di questo contenuto si concentra sull'inserimento di una nuova carriera come progettista d'interni, assente ingiustificata da ormai troppo tempo, e l'introduzione di tratti che influenzeranno la vita dei nostri alter ego.

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Data articolo: Tue, 01 Jun 2021 19:00:00 +0200


Recensione n. 25
Necromunda: Hired Gun - recensione

Lo scrittore inglese Charles Caleb Colton sosteneva che l'imitazione fosse la più sincera delle adulazioni. Tenendo a mente questo principio, possiamo affermare che il team francese di Streum On Studios, sotto l'egida di Focus Home Interactive, sia il più grande fan esistente al mondo del Doom di id Software.

Necromunda: Hired Gun, il nuovo progetto degli artefici di Space Hulk: Deathwing, infatti, è un esplicito omaggio alle ultime avventure del Doom Slayer che ne ricalca gran parte degli elementi di gameplay coniugandoli secondo il gusto artistico tipico dell'universo di Warhammer 40K. Si tratta, ovviamente, di un progetto parecchio ambizioso per un team relativamente giovane come quello di Streum On: indossare il manto dorato di uno dei migliori FPS di sempre significa mostrare il fianco ad inevitabili paragoni che possono sgretolare anche le più nobili intenzioni.

Partiamo parlando della trama che affonda le proprie radici nella vastissima e articolata lore del gioco da tavolo ideato da Games Workshop nell'ormai lontano 1987.

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Data articolo: Tue, 01 Jun 2021 12:00:00 +0200