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Composizioni di Camillo Berardi


Camillo Berardi è un appassionato di musica e vive a L'Aquila. Nella vita di ogni giorno è ingegnere, nel tempo libero scrive musica, in specie musica per canzoni di tono popolare in dialetto abruzzese e anche di tema religioso. Abbiamo il piacere di presentare alcuni brani di questo autore. Per l'occasione presentiamo la sua ultima composizione pubblicata sul web: un canto aquilano "Ma che è stu scontentu" con versi di Maria Luisa Frasca. Questo canto è risultato vincitore nel Concorso Vernaprile 2006 organizzato dalla “SMS Fratellanza Artigiana di Teramo”.

Canto per L'Aquila, la città abruzzese colpita dal terremoto nel 2009, deve rinascere.

con musica di Camillo Berardi

La chiesa di Santa Maria a Paganica, quartiere dell'Aquila

Un augurio alla città dell'Aquila.

Il centro storico della città di L'Aquila, interdetto a tutti, è totalmente transennato e presidiato dalle Forze dell'Ordine ormai da 3 anni e mezzo: ai cittadini aquilani non resta che sperare in una rinascita della città , affidandosi anche alle note di un canto che è un grido di dolore e di speranza. La città dell'Aquila sorge su uno dei territori a alta sismicità della penisola italiana e, fin dalla sua fondazione, è stata funestata molte volte da eventi tellurici. Il primo terremoto di cui si abbia notizia risale al 13 dicembre 1315. Un forte terremoto si verificò il 9 settembre 1349, ci furono moltissimi crolli e moltissimi morti, circa 800, pari circa a 1/10 dell'intera popolazione. Un violentissimo terremoto la rase al suolo nel febbraio del 1703. Ma la città dopo ogni terremoto è rinata. E col sentimento del buon auspicio è stato composto un canto da Giuliana Cicchetti Navarra, poi musicato da Camillo Berardi. Lo abbiamo ricevuto e lo pubblichiamo:

ME TENGO RECORDA’ CHE SCI’ RENATA

Versi di Giuliana Cicchetti Navarra
(canto abruzzese)

L’Aquila a pezzi, tu, ‘na notte nera,
pare ‘nu sognu ma ‘ssa bbotta è vera
tutt’ è ruinatu ma tu sci’ la storia
‘ na paggina da scrie pe’ lla memoria.
Chi s’è sarvatu mo’ te’ tanti strazzi
tra lle macerie ‘e chiese e de palazzi
la ggente che qua e là sta sbriricata
non vone cchiù vedette renfasciata!

Ju sole ch’è rrescitu mantoma’
m’ha fattu recorda’ com’eri bbella
ce vo’ ju tempu non sarrà ddoma’
ma tinghi rebbrilla’ come ‘na stella!

Non scroscia l’acqua cchiù da lle fundane
non sento de sonane le campane,
ju strusciu, ji quatrani e la cagnara
svejamme vojo da ‘sta notte amara.
Mo’ cchiù de prima ji’ te vojo bbene
fatte spari’ vurria tutte le pene
firita tu sarrài remarginata
me tengo recorda’ che sci’ renata!

Musica di Camillo BERARDI in pdf

(traduzione in lingua italiana)

L’Aquila a pezzi, tu, una notte maledetta,
sembra un sogno ma questo colpo è vero
tutto è distrutto ma tu sei la storia
una pagina da scrivere per la memoria.
Chi si è salvato ora tiene tanti strazi
tra le macerie di chiese e di palazzi
la gente che qua e là sta sparpagliata
non vuole più vederti puntellata e ingabbiata!

Il sole che è riuscito questa mattina
mi ha fatto ricordare come eri bella
ci vuole tempo non sarà domani
ma devi tornare a brillare come una stella!

Non scorre più l’acqua dalle fontane
non sento di suonare le campane,
il passeggiare, i ragazzi e la cagnara
voglio svegliarmi da questa notte amara.
Ora più di prima io ti voglio bene
vorrei farti sparire tutte le pene
ferita tu sarai rimarginata
devo ricordarmi la tua rinascita!


ME TENGO RECORDA’ CHE SCI’ RENATA su Youtube



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Ultima modifica: 30/10/2019 10:01:55
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