I nani nei miti nordici perdono in parte il loro carattere ambiguo



Sopra rappresentazione di un 'nano' dei miti nordici, da Wikipedia

Mentre in area mediterranea i 'nani' sono i giganti di un mondo alla rovescia, nella mitologia nordica perdono in parte questo carattere. Restano ambigui nani-giganti nei miti cosmogonici, dove reggono il mondo, e come rappresentanti degli aspetti significativi della luna, cioè la luna piena e la luna nova, quando hanno inizio le assemblee in cui si devono prendere le più importanti decisioni secondo quanto afferma Tacito. E sono figliolanza di giganti. A volte, quando uccidono Kvasir, somigliano ai Titani greci e vestono la figura di giudici. Mentre in area anatolico-mediterranea il mondo alla rovescia è una fase del grande ciclo lunisolare vissuto in una pratica magico-misterica, la fine del ciclo viene vissuta nella mitologia nordica come una fine del mondo apocalittica. E a determinare la fine del ciclo è Loki e la sua progenie, un demone figlio del gigante Farbauti, dio della grande astuzia e del caos, ingegnoso inventore di tecniche e diabolico ingannatore. E' questo, in effetti, il demone, spesso mediatore tra nani, giganti e divinità, che con la sua progenie porta alla fine di un ciclo vissuto tragicamente come se dovesse essere l'ultimo. Loki ha tratti di Efesto e di Hermes e del diavolo biblico-evangelico. In quanto bisessuale che partorisce mostri risulta una delle numerose iperboli della mitologia nordica.

I nani nei miti nordici

Su un piano meno articolato e molto meno complesso, rispetto ai Greci, i Germani o meglio i miti nordici hanno sviluppato la figura dei 'Nani' che erano soprattutto fabbri, ma anche sapienti. Questo bagaglio di conoscenze attribuito ai nani è chiaramente espressa nel mito che narra l'origine della 'bevanda di poesia e di saggezza' confezionata in seguito alla pace fra gli Asi (dei guerrieri come Tyr, Odino e Thor) e i Vani (divinità legate alla fecondità e alla pace, come Njördhr, Freyr e Freya). Composti i contrasti, tutti gli dei decisero di sputare a turno, ognuno nello stesso recipiente. Alla fine del rito emerse da quel liquido un essere di straordinaria saggezza di nome Kvasir; questi venne ucciso da due nani che mescolarono il sangue dell'essere fantastico al miele, traendone l'idromele di Ygg o idromele dei nani, in grado di conferire il dono della saggezza e della poesia a chiunque lo bevesse; la bevanda venne nascosta dai nani nell'aldilà e solo Odino poté impadronirsene, pur al prezzo del sacrificio del proprio occhio, e divenne così il signore incontrastato di tutti gli dei (Éliade, Histoire des croyances et des idées religieuses 1976-78, 2° vol., p. 164).
In questa saga i 'nani' sono assassini di un essere primordiale(come i Titani greci nei confronti di Zagreo), sono giudici, in quanto dissero agli dei che Kvasir era morto soffocato dalla sua stessa sapienza, e sono artefici dell'idromele.
Certo le saghe sui 'nani' sono riportate dagli autori medievali, non certo dagli antichi scrittori. La stirpe dei 'nani' si formò, secondo la mitologia nordica( per come ci è pervenuta, elaborata da dotti che conoscevano probabilmente altre religioni o per lo meno altri racconti mitici, dopo l'anno mille d.C.), sotto terra, dove presero vita come vermi nella carne morta del gigante Ymir, nel suo sangue diventato acqua e nelle sue ossa diventate pietra.Tuttavia per decisione degli dèi ricevettero la conoscenza del sapere umano e l'aspetto degli uomini, e abitarono nelle rocce e sottoterra. Ci sono due grandi miti nell'antico Mediterraneo che parlano di una nascita di altri esseri dai vermi: il mito della bugonia che ha attinenza col mondo dell'alveare e quindi del miele e il mito dell'araba fenice. Un'interessante teoria fa derivare il termine dalla radice proto-indoeuropea 'Dower' cioè 'porta'. In tal caso, il termine germanico per 'nani' significherebbe forse 'portinai'. Probabilmente portinai dell'oltretomba.
Inoltre, i 'nani' sono collegati ai 'giganti'. Nell'Edda di Snorri, (Gylfaginning,8) è riferito che Odino e i suoi fratelli presero il cranio del gigante Ymir, ne fecero il cielo e lo posero sopra la terra con quattro angoli, e sotto ciascun angolo posero un nano. I nani si chiamano così: Austri, Vestri, Norðri, Suðri e rappresentano i quattro punti cardinali. I nani Nyi e Nídi, citati nel catalogo della Voluspa(citati appena prima di Austri, Vestri, Norðri e Suðri) significano 'luna piena e luna nuova' e servivano a segnare il tempo degli uomini. Siamo di fronte a personaggi cosmogonici le cui funzioni in altre mitologie sono attribuite a vere divinità(quella lunare) o a giganti(vedi Atlante nella mitologia greca), di cui del resto i nani dei miti miti nordici sono delle emanazioni, sono figliolanza. I 'nani' dei miti nordici sembrano dettare un ritmo di tempo legato alla luna: questa relazione con la luna probabilmente risale ai Germani del tempo dei Romani. Infatti i Germani prendevano le decisioni più importanti nei giorni di luna piena o luna nuova e il giorno iniziava con il tramonto del sole (Tacito, Germania 11).
E' probabile che i racconti dei miti greci si diffusero presso i popoli dei Germani. Tacito(Germania XI) non solo intravede nelle tre principali divinità Mercurio, Marte ed Ercole, secondo una 'interpretatio latina', ma riferisce pure che alcuni popoli della Germania credevano che Ulisse nelle sue lunghe peregrinazioni fosse arrivato nel loro territorio.
L'origine dei 'nani' della mitologia nordica lo suggerrisce lo stesso Snorri. Snorri dava una 'interpretazione evemeristica dell'origine degli Asi. Erano originari dell'Asia (Asíá in norreno), da quel luogo si sarebbero spostati seguendo il loro capo Odino verso le terre del nord, fermandosi in Svezia. La loro patria d'origine era Ásaland ("terra degli Asi"), anche chiamata Ásaheimr ("regno degli Asi"), e capitale di tale regno era Ásgarðr ("recinto degli Asi") che Snorri identifica con Troia, nella Scizia(Gylfaginning IX). E Troia è molto vicina alle isole di Lemno e di Samotracia dove nell'antichità classica e anche prima venivano celebrati famosi riti misterici in cui avevano gran parte personaggi misterici legati alla metallurgia, detti Cabiri a Samotracia ed Efesti a Lemno. Proprio i Cabiri venivano rappresentati e immaginati talora come 'nani'. E allora gli Asi si portarono appresso i 'nani'?
I 'nani' dei miti nordici hanno uno strano collegamento alla fertilità della terra, ma in una forma demonica. Vedi l'episodio della Collana dei Brisinghi donata da 4 nani alla dea Freya in cambio di una notte d'amore per ciascuno. Questa richiesta amorosa in cambio di un regalo è testimonianza anche della levatura morale dei 'nani'. Un dio e anche un guerriero non si piegherebbero mai a questo tipo di scambio. Se si deve fare un dono lo si deve fare senza aspettarsi un ritorno, se si vuole amare una donna si proceda col corteggiamento e piuttosto che il mercimonio è meglio una violenza, un ratto. Per l'aspetto legato al sesso e alla terra i nani sono demoniaci in un tipo di cultura come quella delle stirpi germaniche in cui il sesso fuori della norma è condannato, tanto che le funzioni sciamaniche, in cui molto spesso l'officiante si ritiene posseduto da uno spirito guida, sono molto spesso demandate alle sacerdotesse, cioe alle 'volva'.
Lo stile di vita dei 'nani' talora non è apprezzato nei miti nordici perchè i 'nani' sono attaccati ai beni materiali, perchè bramosi di beni e di oro: difficilmente fanno un dono disinteressatamente, difficilmente si mettono all'opera senza avere anticipatamente il compenso. Hanno un bagaglio culturale notevolissimo, sono artigiani sopraffini, lavorano, operano di notte, ma diventano pietre alla luce del sole. Per quest'ultima caratteristica sono simili ai morti, ma in effetti sono esseri del mondo magico-demonico del sottosuolo perchè l'opera artistico-artigianale di metallo era ritenuta opera sovrumana, ma di natura infera perchè fabbricata anche per mezzo del fuoco che è di natua ambigua.
Viene da chiedersi se i nani dei miti nordici oltre che riferirsi a degli spiriti a volte benefici, a volte malefici, si possano riferire a qualcosa di altro, cioè ai non iniziati, oppure agli schiavi, oppure a popoli vicini trasformati nell'immaginazione, oppure agli stessi scandinavi-islandesi-irlandesi in una fase precedente ritenuta negativa.
Notevole è la saga del nano Alvis ("all-wise", "tutto saggio")nella mitologia nordica. Alvis aveva stretto un patto con gli dei, in cambio delle armi che avrebbe fabbricato gli era stata promessa in sposa Thrud, figlia di Thor. Thor progettò un piano per impedire ad Alvis di sposare sua figlia: gli disse che a causa della sua bassa statura avrebbe dovuto provare la sua saggezza. Alvis si disse d'accordo e Thor fece durare la prova fino al sorgere del sole — tutti i nani esposti alla luce si tramutavano in pietra e così Alvis rimase pietrificato e Thrud non dovette sposarlo.



Acquista/buy Thor, in offerta, il dio dei Germani, divinità degli Asi, il dio che brandiva il martello magico Mjöllnir,costruito dai 'nani' ed era associato ai tuoni, ai fulmini e alle tempeste, alle querce e alla forza, ma anche alla fecondità e al buon raccolto. Fu identificato nell'interpretatio latina di Tacito con Ercole.


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